CONTRATTO METALMECCANICI: UN RINNOVO DI BRICIOLE CHE SVENDE IL SALARIO E PRIVATIZZA IL FUTURO
Il recente rinnovo del contratto dei metalmeccanici è l’ennesimo capitolo di una strategia che mira a impoverire chi lavora, mascherando con paroloni una realtà fatta di salari da fame e smantellamento dei diritti. Mentre l’inflazione morde e il costo della vita galoppa, le direzioni sindacali di CGIL, CISL e UIL firmano un accordo che ci lega le mani fino al 2028, confermando un modello che serve solo ai padroni.
La beffa salariale: 50 euro non pagano la spesa.
Ci raccontano di aumenti fino a 250 euro, ma la verità è scritta nelle scadenze: queste cifre sono spalmate su quattro anni, riducendosi a miseri 50 euro lordi al mese. È un’elemosina che non recupera nemmeno un briciolo del potere d’acquisto perso negli ultimi dieci anni, durante i quali i salari italiani sono diventati i più bassi d’Europa. Per avere una vera dignità, i lavoratori avrebbero bisogno di aumenti di “200 euro al giorno” per pareggiare i conti con il passato.
Welfare aziendale: il cavallo di Troia contro il Pubblico
Dietro nomi come Metasalute e Cometa si nasconde la privatizzazione dei servizi essenziali. Invece di lottare per una sanità pubblica efficiente, i sindacati complici accettano fondi privati che sottraggono medici e risorse agli ospedali pubblici. Il risultato? Paghiamo le tasse per un servizio che non funziona e poi siamo costretti a sperare nei rimborsi di un fondo privato che, sempre più spesso, alza le franchigie e nega le prestazioni.
Sindacati di “comodo” e la trappola della cogestione.
Il padronato ha fretta di chiudere questi contratti perché teme il ritorno della lotta vera, quella che blocca le tangenziali e fa i picchetti davanti ai cancelli. Per mantenere il controllo, le aziende preferiscono trattare con sindacati di comodo, pronti a firmare accordi già scritti negli uffici dei padroni. Questi soggetti sono ormai parte integrante del sistema: siedono nei consigli di amministrazione dei fondi e hanno troppi interessi in gioco per poter difendere davvero gli operai.
La riconversione bellica: un tabù che paghiamo noi
Il contratto ignora totalmente il dramma della reindustrializzazione bellica e la crisi dell’automotive. Mentre stabilimenti come la PCM di Melfi chiudono lasciando decine di famiglie per strada, il sindacato confederale tace sui programmi europei che vogliono trasformare le nostre fabbriche in fabbriche di morte. La nostra conclusione è netta: l’unica arma che abbiamo è la lotta. Se non scendiamo in piazza a protestare e non rompiamo il meccanismo del consenso forzato, i padroni continueranno a decidere della nostra vita con il timbro dei sindacati complici.
DOMANDE E RISPOSTE (FAQ)
Perché i 205-250 euro sbandierati non arrivano subito, ma sono distribuiti lungo tutta la durata del contratto fino al giugno 2028.
Questo significa che nelle tasche dei lavoratori entrano solo pochi spiccioli al mese, assolutamente insufficienti a coprire l’inflazione degli ultimi anni che ha reso lo stipendio attuale del tutto inadeguato a fare la spesa o pagare le bollette.
Sono organizzazioni sindacali che, invece di rappresentare gli interessi dei lavoratori, agiscono in sintonia con l'azienda.
Spesso firmano accordi peggiorativi o già decisi dai padroni, scavalcando i sindacati di base anche quando questi ultimi sono i più votati dai lavoratori in fabbrica.
Questo accade perché questi sindacati sono "imprattati" nella gestione dei fondi aziendali e non vogliono perdere il loro ruolo di potere accanto alla dirigenza.
È un sistema per cui un lavoratore viene iscritto automaticamente a fondi come Metasalute o Cometa senza averlo richiesto esplicitamente.
Per non aderire, l'operaio deve fare una richiesta formale per essere escluso; altrimenti, i suoi soldi e i suoi diritti vengono gestiti da questi enti privati che spesso offrono servizi scadenti e rimborsi difficili da ottenere.
I fondi come Metasalute, avendo enormi capitali garantiti dai contratti nazionali, pagano stipendi più alti a medici e infermieri, sottraendoli agli ospedali pubblici.
Questo accelera lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale: il cittadino paga due volte (con le tasse e con il fondo privato) per avere comunque tempi d'attesa biblici nel pubblico e prestazioni incerte nel privato.
CRONOLOGIA E PASSAGGI CHIAVE DEL VIDEO
[0:00] – [2:30] Introduzione e la beffa dei “50 euro”: Apertura sulla realtà dei numeri. L’aumento di 205-250 euro è spalmato fino al 2028, riducendosi a circa 50 euro lordi mensili, cifra che non copre minimamente l’inflazione subita dai lavoratori.
[2:30] – [5:00] Marcelo Amendola: Un modello di impoverimento: Il Segretario CUB analizza come questo rinnovo segua la scia di altri settori (sanità, turismo), dove gli stipendi restano al palo mentre i prezzi volano. Focus sulla crisi dell’automotive e della siderurgia, gestite solo con ammortizzatori sociali senza tutele reali.
[5:00] – [7:00] La paura dei padroni e la spinta della piazza: Analisi delle mobilitazioni di Bologna e dell’occupazione della tangenziale. Amendola spiega come Confindustria abbia accelerato il rinnovo per “chiudere il cerchio” e riavvicinarsi ai sindacati complici per mantenere il controllo sociale.
[7:00] – [11:30] Fiorenzo Campagnolo: La base si risveglia: Il racconto del protagonismo dei sindacati di base (come ADL Cobas) e la critica alla CGIL di Landini, che firma un accordo lontano dalle promesse fatte nelle assemblee, assorbendo il 70% delle richieste degli industriali.
[11:30] – [14:00] Il ricatto della produttività: Riflessione su come, in cambio di briciole, le aziende pretendano condizioni di lavoro sempre più stringenti e ritmi più alti, seguendo un modello concertativo che penalizza la dignità dell’operaio.
[14:00] – [17:00] La guerra in fabbrica contro il sindacalismo di base: Fiorenzo denuncia l’esclusione sistematica dei sindacati combattivi dalle trattative aziendali e il ruolo di “lupi cattivi” assegnato a chi non abbassa la testa davanti al padrone.
[17:00] – [21:00] La trappola del Welfare e dei Fondi: Analisi tecnica e politica su Metasalute (rimborsi rigettati), Fondo Cometa (che investe nell’industria bellica e speculazione) e il nuovo fondo Metaprendo, che usa i soldi dei lavoratori per finanziare la formazione aziendale.
[22:00] – [24:00] Il miraggio del secondo livello: Marcelo chiarisce che la contrattazione aziendale è inesistente nell’85% delle imprese (soprattutto medie e piccole), rendendo gli aumenti legati ai territori un puro inganno per la maggior parte dei metalmeccanici.
[24:00] – [27:30] L’industria di guerra e il caso Melfi: Il “tabù” della riconversione bellica europea e il silenzio del contratto sul destino dei lavoratori dell’automotive (Stellantis/PCM) che rischiano il licenziamento di massa.
[28:00] – [32:00] Cosa sono i sindacati di comodo: Fiorenzo spiega, con esempi pratici, come le aziende firmino accordi con sigle prive di iscritti pur di scavalcare il sindacato di base che ha la maggioranza in fabbrica.
[32:00] – [36:00] Privatizzazione dello Stato Sociale: Marcelo Amendola denuncia come ogni rinnovo contrattuale inserisca nuovi enti privati, smantellando progressivamente la sanità e le pensioni pubbliche a favore della cogestione sindacati-padroni.
[36:00] – [41:00] Il disastro Metasalute: Focus finale sull’iscrizione automatica (silenzio-assenso) e su come questo fondo dreni medici dal pubblico al privato, lasciando però i lavoratori senza coperture reali a causa del rialzo unilaterale delle franchigie.
[41:00] – fine] Conclusioni e appello alla lotta: Sintesi finale delle responsabilità politiche e sindacali. Il messaggio è chiaro: per ottenere diritti e salario serve il conflitto, non la concertazione.
Un’analogia per capire: Accettare questo contratto è come se un ladro ti rubasse 100 euro e il sindacato trattasse per fartene restituire 5, ma solo tra quattro anni. Nel frattempo, ti convincono che è un grande successo perché con quei 5 euro puoi comprarti un cerotto in una farmacia privata, mentre l’ospedale pubblico sotto casa tua viene chiuso proprio con il loro consenso.
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