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- Data di creazione Gennaio 26, 2026
- Ultimo aggiornamento Gennaio 29, 2026
Cub, 'trasformare gli studenti in delatori è una proposta indecente'
Cub, 'trasformare gli studenti in delatori è una proposta indecente'
26 Gennaio , 17:50
(ANSA) - ROMA, 26 GEN - "Quando nelle scuole circola un questionario che recita 'indica se hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni', la domanda che sorge spontanea è chi fa questa richiesta e a che scopo". A chiederselo è la Cub Scuola Università Ricerca che invita insegnanti, studenti, famiglie "a respingere al mittente una proposta indecente come quella dei fratellini d'Italia. "Alla prima domanda la risposta è facile, sotto la voce "Politicizzazione delle aule", fa parte di un questionario digitale promosso da Azione Studentesca, l'organizzazione collaterale per l'ambito studentesco di Gioventù Nazionale, l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia. Quindi una sottosezione del principale partito di governo organizza una schedatura, un comportamento la cui gravità è evidente. Il fine di questa bella trovata è meno evidente ma certo non incomprensibile. C'è certamente l'obiettivo di avere un certo ritorno mediatico ma è evidente che gli autori dell'iniziativa si propongono, in primo luogo, di intimidire gli insegnanti prospettando la non remota possibilità che nella loro classe ci sia un piccolo delatore e che nell'apparato del Ministero dell'Istruzione e del Merito ci sia qualche Dirigente Scolastico, Direttore Scolastico Provinciale, Direttore Scolastico Regionale che, mossi da cupio serviendi, si precipiteranno a sanzionare i docenti non allineati alle posizioni del governo. Ovviamente non mancherà qualche anima zelante che sosterrà che a scuola non si deve "fare politica", come se nell'insegnamento fosse possibile prescindere da valori, convincimenti, visioni del mondo. Una visione seria della funzione docente prevede non che il docente stesso non ha idee proprie ma che agli studenti sia garantita la piena libertà di esprimersi, di criticare il punto di vista proposto dall'insegnante, di essere parte sul serio di una comunità educante intesa propriamente come scuola di libertà", conclude il sindacato. (ANSA).
