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Emergenza abitativa

Riprendiamo il commento di Massimo Pasquini, già segretario di Unione Inquilini, che oggi sul sito Diogene Notizie riporta i gravi fatti avvenuti pochi giorni fa e che raccontano della dimensione ormai assunta dall’emergenza abitativa in Italia, con Milano quale caso limite come ormai chiaro a tutti. Una città dove sono in corso le Olimpiadi invernali, e i biglietti per assistere agli eventi sportivi arrivano a cifre a tre zeri e le camere d’albergo costano in media 400 euro a notte. Da ieri a Milano infatti si svolgono le Utopiadi, tre giornate che oggi, domani e domenica in città stanno richiamando presidi e mobilitazioni per contrastare “i giochi olimpici invernali più insostenibili e indesiderabili di sempre”.

Mercoledì 5 febbraio, a Sarzana, provincia di La Spezia, un uomo di 64 anni si è tolto la vita al momento dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto. Nelle stesse ore a Milano veniva messa per strada un’intera famiglia senza passaggio da casa a casa. Un altro fatto grave che, pur senza un esito direttamente mortale come a Sarzana, rappresenta meglio di tanti articoli di giornale o di convegni lo stato in Italia dei diritti sociali e della tutela di minori e persone disabili, e non di minore importanza, della tutela della famiglia.

Siamo abituati a vedere nelle giornate che celebrano, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza o la giornata delle persone con disabilità, passerelle di amministratori locali, politici, persino Ministri che si battono il petto su quanto si sia ancora in ritardo nell’attuare integralmente le Convenzioni sui diritti umani nonostante vedano l’adesione formale dell’Italia. Poi c’è la realtà quotidiana che ci mette di fronte alla durezza del vivere quando si è poveri, quando si ha una famiglia con anziani e minori. A Milano si è assistito ad un atto vergognoso che non può passare sotto silenzio, ora, proprio quando si parla della Milano dei milionari, quando si parla della Milano delle Olimpiadi invernali che vedono proposte di affitti anche turistici innalzarsi come se non ci fosse un domani. Proprio mentre il Governo si appresta ad accelerare gli sfratti accompagnandoli con un piano casa appaltato alla finanza immobiliare che non andrà incontro al fabbisogno abitativo dei precari della casa.

Una famiglia, in viale Monza 22, composta da 5 persone, con due figli minori, entrambi invalidi, con gravi problemi di salute e una persona di anni 72 è stata sfrattata con la forza pubblica. Una famiglia come denunciato dal sindacato inquilini Sicet Milano, monoreddito che non ha le risorse economiche per il mercato dell’affitto privato. Una famiglia alla quale era stata riconosciuta dal comune di Milano la condizione di morosità incolpevole, ma nonostante ciò la Prefettura di Milano non ha ritenuto di emettere il decreto di differimento della concessione della forza pubblica che avrebbe consentito di prorogare l’esecuzione dello sfratto per sei mesi. Questo a dimostrazione che con i contributi e i riconoscimenti di morosità incolpevole non si fa strada, in quanto queste situazioni si affrontano con case pubbliche e il passaggio da casa a casa.

Eppure i Sindacati Inquilini unitariamente e con insistenza hanno richiesto formalmente: ”la tregua olimpica” per l’esecuzione degli sfratti. Una richiesta che non ha visto alcuna risposta, solo indifferenza. E la mattina del 5 febbraio 2026 l’unica faccia dello Stato è stata quella della forza pubblica che ha messo per strada una famiglia con minori disabili e anziani malati. E come non segnalare, appunto il fatto che Il nucleo famigliare sfrattato ha presentato al comune di Milano domanda SAT (alloggio transitorio in emergenza) da oltre sette mesi, domanda persino accolta ma senza nessuna offerta concreta di un alloggio. Eppure a Milano ci sono migliaia di case popolari dell’Aler e del Comune chiuse e non assegnabili per mancate manutenzioni e assistiamo al fatto che case popolari invece utilizzabili vengono sottratte alle famiglie in graduatoria o alle famiglie come quella di oggi di viale Monza per destinarle a social housing mettendo cosi in contrapposizione famiglie povere, sfrattate con lavoratori che per colpa di un mercato delle locazioni giungla non riescono a sostenere il caro affitti.


Fa bene il Comunicato del Sicet Milano ad affermare che oggi è accaduta un’altra vergogna: l’espulsione di un nucleo famigliare fragile nella colpevole indifferenza delle istituzioni pubbliche. Emerge, così platealmente ancora una volta a Milano ma come quotidianamente avviene in tutti i comuni in Italia, la totale incapacità nel dare risposte al gravissimo problema dell’emergenza abitativa. A Milano segnala il Sicet più di 400 famiglie sfrattate o senza casa hanno un’assegnazione sulla carta ma sono da mesi in attesa di un’assegnazione. Ora per la famiglia sfrattata l’unica prospettiva è il ricovero in albergo, da parte del comune in queste notti d’inverno aggiungendo precarietà a precarietà. All’apertura dei giochi olimpici assistiamo ad una Milano che assume il ruolo di vetrina olimpica del disagio sociale e abitativo. In tale ambito la richiesta alla Prefettura di Milano da parte dei sindacati inquilini di una “tregua olimpica” sull’esecuzione degli sfratti appare di solo buonsenso ma le istituzioni questo buon senso non lo applicano anzi spesso vedono con fastidio dover affrontare le questioni sociali dei precari della casa molto meglio dialogare con la finanza immobiliare.

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