Giustizia e lavoro: perché la riforma della magistratura riguarda anche chi lavora
Il 22 e 23 marzo si terrà il Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura. Il voto riguarda una riforma della magistratura: l’esito del Referendum non riguarda e non interessa solo Giudici e i Pubblici Ministeri ma inciderà anche sul diritto del Lavoro, oltre che sul diritto Penale e, quindi, riguarderà la vita quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’assetto della Magistratura influenzerà direttamente la tutela dei diritti e anche, per esempio, l’esito delle cause di lavoro e la possibilità di difendersi nei confronti di datori di lavoro quando questi diritti vengono messi in discussione. Nel nostro Paese migliaia di ricorsi depositati riguardano, ogni anno, salari non versati, licenziamenti illegittimi, precarietà, diritti sindacali, parità di genere, questioni riguardanti la sicurezza sul lavoro e, più in generale, disapplicazione delle clausole contrattuali e tanto altro!
Un sistema giudiziario indipendente, come previsto dalla Costituzione italiana, rappresenta una garanzia, soprattutto per chi non riesce a vedersi riconosciuti i propri diritti.
Nel dibattito tra giuristi e costituzionalisti è stato più volte sottolineato che intervenire sulla Giustizia, come ha previsto la riforma costituzionale oggetto del Referendum del 22 e 23 marzo 2026, altera gli equilibri tra i poteri dello Stato come li avevano articolati i Padri costituenti, modificando la garanzia fornita da un sistema di pesi e contrappesi che è pericoloso modificare per l’impatto che si determina sulla tutela dei diritti sociali e del lavoro.
Questo è un tema centrale. I diritti conquistati in decenni di lotte per il lavoro non vivono soltanto nei contratti e nelle leggi ma nella possibilità concreta di farli valere davanti a un Giudice che deve restare indipendente, dato che l’indebolimento dei Magistrati e, come detto, dell’equilibrio tra i poteri dello Stato rischia di riflettersi anche sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori.
In questo contesto CUB e SGB hanno organizzato un incontro pubblico di approfondimento sulla riforma costituzionale della magistratura.
All’incontro interverranno l’Avvocato Pietro Adami (Giuristi Democratici), il Magistrato Luca Baiada (Giuristi Democratici), la Professoressa Roberta Calvano, ordinaria di Diritto Costituzionale presso l’Università Unitelma Sapienza, e Giovanni Serges, professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università Roma Tre, che offriranno strumenti di analisi e di comprensione dei contenuti della riforma e delle sue implicazioni sul piano istituzionale e democratico.
L’iniziativa si terrà a Roma il 18 marzo 2026 alle ore 15:30 presso il Centro Congressi Cavour, in Via Cavour 50/A. L’obiettivo è aprire uno spazio di discussione pubblica per contribuire a una maggiore informazione e consapevolezza in vista del voto referendario.

