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CUB PI Veneto: sulla riforma ATS non si arretra

CUB PI Veneto: sulla riforma ATS non si arretra. Confermato lo stato di agitazione dopo il tentativo di mediazione in Prefettura a Venezia.

Venezia, 22 aprile 2026
 – Si è svolto lo scorso 16 aprile, presso la Prefettura di Venezia, l’incontro tra la delegazione della CUB Pubblico Impiego Veneto e i rappresentanti della Regione del Veneto, indetto a seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale dei servizi sociali, sanitari e socio-sanitari.

Al centro della controversia vi è l’applicazione della Legge Regionale n. 9/2024 sugli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Una riforma che, pur recependo la Legge 328/2000, poggia su pilastri neoliberisti che intendono imporre logiche aziendali a scapito dello Stato sociale. Gli esiti di tali politiche sono già evidenti e fallimentari in altre realtà: il Comune di Bologna sta reinternalizzando le assistenti sociali per l’area famiglie e minori, mentre il Comune di Pisa ha deliberato, a giugno 2025, il recesso dalla società consortile.
Abbiamo ribadito con fermezza che il settore sociale attraversa una fase di profondo smarrimento. Negli anni, l’esternalizzazione selvaggia ha ridotto i servizi a meri affidamenti economici, privi di reali controlli pubblici e incuranti dei bisogni di lavoratori e utenti.
Mentre alcuni territori veneti tentano di preservare la gestione pubblica (più garantista) tramite la forma della convenzione, altri stanno istituendo aziende speciali e consortili che generano solo complessità burocratica e costi aggiuntivi. Il Veneto deve invece valorizzare la storica integrazione tra sociale e sanitario del sistema ULSS, rifiutando derive aziendalistiche esasperate.

La notizia fornita dalla Regione circa la proroga al 2027 per l’attuazione delle forme associative (L.R. n. 3 del 10/04/2026) è un mero palliativo che non risolve i nodi strutturali.
Ad oggi, la Regione riferisce che un solo ATS nel padovano ha formalizzato la nuova struttura e che il passaggio del personale avverrà tramite assegnazioni temporanee.
Per la CUB PI queste risposte sono insufficienti. Non possiamo avallare un percorso che rischia di favorire ulteriormente gli appalti esterni, precarizzando il lavoro e minando la qualità dei servizi offerti alle fasce più deboli.
Lo stato di agitazione prosegue. La CUB PI Veneto non accetterà riforme che scaricano i costi del sistema sulle spalle dei dipendenti e dei cittadini più fragili.

CUB Pubblico Impiego Veneto

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