La scorsa notte la Global Sumud Flotilla è stata accerchiata in acque internazionali, Israele viola ancora il diritto internazionale e sequestra parte degli equipaggi della missione umanitaria per la Palestina
Questa notte le imbarcazioni che compongono la Global Sumud Flotilla e navigano nel Mediterraneo in direzione Gaza sono state accerchiate e abbordate da navi militari israeliane in acque internazionali, a largo dell’isola di Creta, a 500 miglia marine dalle acque territoriali israeliane (corrispondenti a 1000 kilometri) in totale dispregio del diritto internazionale. Truppe armate sono salite a bordo delle barche che compongono la spedizione umanitaria e hanno arrestato i componenti degli equipaggi, provenienti da Paesi di tutto il mondo. A diverse imbarcazioni della Flotilla gli israeliani hanno messo fuori uso i motori e ora sono alla deriva mentre quelle superstiti stanno raggiungendo Creta. Il tutto è avvenuto senza che le Marine degli altri Paesi occidentali parte della Nato si accorgessero di nulla, nonostante la presenza nel Mediterraneo di navi, radar e sistemi di rilevazione.
Nella Striscia di Gaza intanto continuano a morire civili (siamo a quota 700 uccisioni) e solo ai convogli autorizzati da Israele è consentito portare aiuti alla popolazione civile.
Il medio-Oriente è in fiamme, Trump e Nethanyau hanno deciso di annientare la resistenza in Palestina e di tenere in scacco il mondo con l’escalation in Iran e nello Stretto di Hormuz, delegittimando sistematicamente posizioni alternative alle proprie. Le ricadute sono disastrose per i Paesi coinvolti direttamente nel conflitto e per l’intero sistema economico mondiale, con il caro petrolio e i costi dell’energia e delle materie prime in ascesa, il tutto a danno di milioni di persone che vedono ridursi in maniera verticale il potere d’acquisto di salari e pensioni, prossimi al collasso.
Alle timide misure avanzate dal Governo e dall’Europa, il sindacalismo di base, i movimenti antagonisti, i centri sociali e tutte le realtà solidali con la causa del popolo palestinese rispondono chiedendo di invertire la rotta, investendo nei settori pubblici e a sostegno del lavoro, dell’industria e delle famiglie, in particolare per calmierare il costo dell’energia e sottrarre risorse agli armamenti, alla Nato e alla guerra e destinarli invece a sanità, istruzione, salari e pensioni.
IL 16 MAGGIO SCENDIAMO IN PIAZZA A MILANO E IL 29 MAGGIO IN TUTTA ITALIA, IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO GENERALE, PER DIRE STOP AL SOPRUSO DELLE POTENZE, ALLA GUERRA E ALL’ECONOMIA DI GUERRA, CONTRO I TAGLI A SALARI, ISTRUZIONE, DIRITTI.
A Milano in particolare sabato 16 maggio chiederemo al sindaco Sala di interrompere una volta per tutte il percorso intrapreso dalla sua amministrazione volto al gemellaggio tra Milano e Tel-Aviv.
