Venerdì 29 maggio i lavoratori che hanno deciso di scioperare, nonostante le difficoltà economiche che interessano tutti, chi più chi meno ma nessuno escluso, sono stati numerosi, in particolare nel settore dei trasporti, dove per aerei e treni si è riscontrata un’adesione elevata, a livello sia nazionale che regionale.
Il momento è particolarmente critico, i salari da tempo e sempre di più rispecchiano uno scollamento dalla realtà economica che ormai non è più possibile nascondere.
Non si può sottostimare il peso che lavoratori, famiglie, giovani, donne, studenti e pensionati vivono sulla propria pelle. La precarietà, i salari fermi al palo da trent’anni e che in Europa vedono l’Italia in fondo alla lista, sono alla base delle mobilitazioni che oggi hanno animato almeno una cinquantina di piazze in tutta Italia e che hanno spinto molti a scegliere di fermarsi, pagandone il prezzo in prima persona.
L’economia di guerra, ormai non viene nemmeno più contestato il fatto che ci siamo, le scelte del Governo che seguono una logica dedita all’aumento degli investimenti in armi e nella tecnologia militare, l’aumento del costo dei carburanti a causa delle tensioni internazionali, primo su tutti il conflitto in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, ricadono sulla vita di chiunque, e a pagarne le conseguenze maggiori sono i milioni di salariati che ormai faticano anche a coprire le spese per i beni essenziali (gli ultimi dati ufficiali parlano del 45% di famiglie in Italia che non arrivano a onorare il pagamento dell’affitto di casa), i prodotti alimentari hanno prezzi schizzati alle stelle, in linea con l’aumento del costo del petrolio al barile, quindi della benzina, quindi per gli autotrasportatori, e la grande distribuzione ne scarica il prezzo sul consumatore finale. Numerose sono le persone che hanno rinunciato a curarsi, per le liste d’attesa infinite a seguito dei tagli al Sistema Sanitario Nazionale che negli anni si sono succeduti e la richiesta al Governo di scegliere tra destinare altri fondi alla difesa piuttosto che alla sanità pubblica e alla scuola non è più rinviabile. Una concatenazione micidiale che parte da lontano e arriva nelle case dei più. Anche l’agricoltura è fortemente penalizzata per l’aumento del costo dei fertilizzanti, una grossa parte degli scambi commerciali di questi prodotti passa per Hormuz, alle pompe di benzina non si è ancora visto il peggio date le previsioni dell’aumento ulteriore del costo del petrolio (si stima potrebbe arrivare a tre euro al litro) e il taglio delle accise che scade al 6 giugno riserverà altre sorprese.
Per tutte queste ragioni e per riaffermare il collegamento inscindibile tra guerra ed economia a spese dei lavoratori e degli ultimi è necessario richiamare la lotta di Resistenza delle popolazioni palestinesi all’invasione e allo strapotere esercitato da Israele, appoggiato supinamente dagli USA, che ormai non nascondono più e perseguono l’invasione dei territori occupati illegalmente – il 60% della Palestina è sotto il loro controllo e le ultime dichiarazioni di Netanyahu lasciano intendere la volontà di arrivare al 70%, allargandosi anche al Libano dove nel sud del Paese ormai è guerra aperta, nella logica della ‘Grande Israele’ con riferimento ai suoi confini storici o auspicati (l’area riconosciuta a livello internazionale come parte dello Stato di Israele insieme ai territori occupati da Israele delle alture del Golan, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, fino ad arrivare a prevedere l’ancor più ampia regione che si estende dal fiume Nilo all’Eufrate).
Lottare contro quanto sta avvenendo a Gaza significa lottare contro una logica di guerra e di sfruttamento del più forte (economicamente e quindi militarmente) sul più debole, con tutte le conseguenze del caso sopra evidenziate.
TGR Rai 3 Lombardia, 29 maggio, edizione ore 14
PRESIDIO AL PORTO DI NAPOLI, VENERDì 29 MAGGIO
PRESIDIO OSPEDALE CAREGGI, FIRENZE, VENERDì 29 MAGGIO
Firenze, sciopero sindacati di base. Sabatini: “Politica di riarmo ricade sui cittadini” Puliti, Usi Sanità: “Sempre più tagli del personale, reparti di base stanno scoppiando” Cronaca (Firenze). Oggi sciopero generale in tutta Italia indetto dai sindacati di base. A Firenze è stato scelto di presidiare l’ingresso dell’ospedale Careggi per mettere in luce le scelte governative a svantaggio della sanità. A margine dell’iniziativa, Paola Sabatini, Cub Sanità: “Lo sciopero di oggi è stato voluto dai sindacati di base a livello nazionale, solo uniti si può incidere in qualche modo su queste politiche governative che ci stanno portando al massacro, ci portano verso la guerra con le politiche del riarmo. Questa politica viene pagata dai cittadini perché quello che viene speso nelle armi non viene speso nella sanità, ai servizi, alla scuola e ai trasporti. Nel nostro settore si assiste a un progressivo smantellamento della sanità pubblica. Anche in Toscana ci si vanta di riorganizzare la sanità territoriale con 32 case di comunità e 12 ospedali di comunità, ma si rischiano scatole vuote senza assunzioni”. Damiano Puliti, infermiere, Rsu Usi Sanità Careggi: “Di fronte a centinaia di vittime civili in tutto il mondo, ora ci sono anche le vittime della disfatta del servizio sanitario nazionale. Soldi a volontà per i carri armati, per ospedali e infermieri nulla, c’è sempre più ricorso alla libera professione. Se non hai soldi, non puoi curarti. Stanno tagliando il personale, soprattutto nei reparti di base”. (Agenzia Ala News, Firenze, 29 maggio 2026)
TOSCANA – Disagi a macchia di leopardo quest’oggi anche in Toscana per lo sciopero generale proclamato congiuntamente per oggi da Cub, Sgb, Si Cobas, Adl Varese, Usi-Cit e altre sigle sindacali di base. Interessati anche i servizi pubblici, a partire dalle ferrovie (da ieri alle 21) e il trasporto pubblico locale, scuola e sanità. Per quanto riguarda il TPL, il servizio di Autolinee Toscane è garantito soltanto nelle fasce orarie 4.15-8.14 e 12.30-14.29; per quanto riguarda la tramvia a Firenze, convogli garantiti solo nelle fasce 6.30-9.30 e 17-20.
Lo sciopero è stato proclamato per “contro la crisi e l’economia di guerra”, per denunciare salari erosi dall’inflazione, mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori, cantieri e condizioni di lavoro che uccidono, welfare smantellato e miliardi pubblici dirottati verso il riarmo, ultima motivazione ma non meno importante a detta dei sindacati, “la complicità nel genocidio a Gaza”.
A Firenze stamani si è tenuto un presidio presso il NIC di careggi, mentre la manifestazione corteo “Contro austerità, guerra, sionismo e al fianco di Cuba e della Palestina” è stata posticipata alle 18.00, con partenza da Porta al Prato. (Nova Radio, Firenze, 29 maggio 2026)
