Napoli Servizi, assunzioni interinali e verbale disatteso: serve trasparenza
Dopo il verbale del 22 aprile e le rivelazioni della stampa, il sindacato chiede atti chiari, criteri verificabili e rispetto della cosa pubblica.
La mobilitazione sotto la sede di Napoli Servizi nasce da una questione precisa: il mancato confronto sulle procedure di reclutamento avviate tramite agenzia interinale e il mancato seguito alle questioni formalizzate nel verbale del 22 aprile 2026.
In quella data, presso la sede di Napoli Servizi, si è svolta una riunione alla presenza della parte aziendale e delle organizzazioni sindacali. A quel tavolo era presente anche FLAICA-CUB. L’azienda informò le organizzazioni presenti dell’avvio delle procedure gestite da Umana, relative a 70 unità per i servizi di supporto scolastico e a 95 addetti ai servizi di pulizia, precisando che, per quest’ultimo avviso, avrebbe attinto inizialmente a circa 20 unità.
La presenza di FLAICA-CUB al tavolo non aveva l’obiettivo di rivendicare assunzioni, né di condizionare le scelte aziendali. Il punto era un altro: comprendere in che modo Napoli Servizi intendesse procedere, quali criteri sarebbero stati applicati, come sarebbero state gestite le graduatorie, quali garanzie sarebbero state assicurate ai lavoratori già impiegati e se l’intera procedura sarebbe stata svolta in modo trasparente, verificabile e rispettoso della cosa pubblica.
Nel verbale furono poste questioni concrete: tutela del personale interinale già impiegato nelle pulizie, continuità occupazionale a parità di punteggio, chiarimenti sulla scadenza dei contratti prevista al 31 dicembre 2026 e possibilità di aumentare le ore dei lavoratori part-time già in servizio.
Sempre in quella sede, le organizzazioni sindacali chiesero di rincontrarsi al termine del lavoro di Umana e prima dell’avvio delle attività del nuovo personale interinale.
Quel confronto, secondo quanto denunciamo, non c’è stato. Napoli Servizi ha di fatto escluso anche FLAICA-CUB dal successivo confronto sulle modalità di svolgimento delle procedure, nonostante la presenza della nostra organizzazione al tavolo del 22 aprile e nonostante le questioni già formalizzate nel verbale.
Non si tratta di una questione formale. Quando una società in-house, a totale partecipazione pubblica, procede con nuove assunzioni, selezioni, graduatorie, criteri di valutazione e utilizzo di personale interinale, il confronto con le organizzazioni sindacali non può essere trattato come un passaggio facoltativo.
Le recenti rivelazioni pubblicate da un giornale locale sulla gestione delle assunzioni in Napoli Servizi rendono ancora più urgente una verifica trasparente e documentale delle procedure. Secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbero emerse anomalie rilevanti, fino alla presenza in graduatoria di familiari di rappresentanti sindacali aziendali che avrebbero beneficiato di percorsi preferenziali o comunque di posizionamenti da chiarire.
Si tratta di elementi gravissimi, soprattutto perché riguardano una società partecipata pubblica, nella quale ogni assunzione deve essere sottratta a qualsiasi sospetto di favoritismo, appartenenza, corsia preferenziale o gestione opaca. Le notizie pubblicate non possono essere liquidate come semplice polemica: impongono chiarimenti, accesso agli atti, verifica dei criteri utilizzati e pieno rispetto della cosa pubblica.
Non spetta al sindacato sostituirsi alla magistratura né agli organi competenti, e non intendiamo anticipare giudizi che appartengono ad altre sedi. Ma spetta al sindacato pretendere trasparenza, corrette relazioni sindacali, tutela dei lavoratori già impiegati nei servizi e garanzie per tutti coloro che partecipano a procedure di reclutamento legate a una società pubblica.
Le richieste sono chiare: rispetto del verbale del 22 aprile 2026; convocazione immediata delle organizzazioni sindacali; apertura di un tavolo con Napoli Servizi, Comune di Napoli e Prefettura; verifica trasparente delle procedure gestite da Umana; pubblicazione e accessibilità dei criteri di selezione, dei punteggi e delle graduatorie; chiarimento sulle esclusioni e sulle eventuali precedenze riconosciute; tutela del personale interinale già impiegato nei servizi di pulizia; continuità occupazionale a parità di punteggio; aumento delle ore per i lavoratori part-time già in servizio.
Una società pubblica non può chiedere fiducia ai lavoratori mentre evita il confronto sindacale, non dà seguito ai verbali sottoscritti e lascia che le procedure di reclutamento diventino terreno di sospetti, tensioni e notizie di stampa.
La trasparenza non è una concessione: è un obbligo politico, amministrativo e sociale.
La mobilitazione continuerà fino all’apertura di un tavolo vero e alla piena verifica delle procedure.
Napoli, 11 giugno 2026
Flaica Cub Napoli
“Bufera Napoli Servizi, l’ombra della parentopoli sulla partecipata del Comune“, Il Desk, 9 giugno 2026
