Ospedale San Raffaele di Milano intima a Cub e Usi di smantellare presidio permanente
Ieri, lunedì 27 luglio, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano la CUB-Confederazione Unitaria di Base, insieme a USI-Unione Sindacale Italiana, ha tenuto un incontro pubblico in cui denunciare il licenziamento, ritenuto illegittimo, dell’ing. Margherita Napoletano, da 23 anni dipendente del polo sanitario San Raffaele di Milano e delegata sindacale della Cub Sanità Milano, che negli scorsi mesi si è resa protagonista della denuncia della mala gestio all’interno dei reparti di cura dove, tramite la pratica dell’esternalizzazione del servizio, mansioni infermieristiche erano state demandate anche a operatori poi giudicati non sufficientemente competenti, come denunciato dalla stessa ing. Napoletano in un servizio inchiesta trasmesso dalla trasmissione Report di Rai 3.
Cub sanità Milano ritiene il licenziamento di Margherita Napoletano “illegittimo e pretestuoso” e ipotizza si tratti in realtà di una diretta conseguenza della pubblica denuncia fatta in merito a una gestione del lavoro nei reparti ritenuta “critica e non all’altezza”, una situazione per la quale già negli scorsi mesi e settimane operatori e sindacati hanno preso parte a giornate di sciopero (ultimo in ordine di tempo il 25 e 26 giugno scorsi) e per cui anche ieri, lunedì 27 luglio, hanno partecipato in un centinaio almeno a un incontro pubblico di denuncia e per dare solidarietà a Margherita nel giorno in cui, l’ormai ex, tecnica di laboratorio e Rsu ha riconsegnato il badge di ingresso nella struttura di via Olgettina.
Successivamente alla riconsegna del badge da parte di Margherita, alcuni delegati sindacali della Cub sanità Milano e dell’Usi hanno deciso di restare in presidio permanente nel piazzale dove la mattina si era svolto l’incontro, incatenandosi e iniziando uno sciopero della fame a oltranza con la richiesta del reintegro di Margherita.
E di ieri è anche la pronta risposta da parte dell’Ospedale San Raffaele che ha consegnato a mano e via e-mail ai delegati sindacali e agli operatori una missiva in cui si intima di smantellare immediatamente il presidio tuttora in corso.
