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Al porto di Spezia Lsct pronta a dismettere l’appalto con Dock Service

Comunicato Cub Trasporti La Spezia, 12 giugno 2026 sulla vertenza dei lavoratori della cooperativa di servizi portuali: “Questa manovra non può essere derubricata a scelta aziendale.”

La vicenda di Dock Service non è un semplice cambio di appalto: è il segnale evidente che nel porto della Spezia si sta giocando una partita che riguarda il futuro del lavoro, la sovranità del territorio e il rispetto delle persone che da ventiquattro anni garantiscono la sicurezza e l’efficienza del terminal. Dock Service non è un nome su un contratto: è una cooperativa di oltre duecento lavoratori che, giorno e notte, con il caldo, il gelo, la pioggia e il vento, ha permesso a Lsct di crescere, fatturare, espandersi e vantarsi sui giornali dei propri record. Oggi, dopo aver beneficiato per anni della professionalità di questi operai, Lsct comunica che l’appalto non sarà rinnovato. Una decisione calata dall’alto, senza spiegazioni, senza un progetto limpido, senza rispetto.”

“Il porto della Spezia è demanio dello Stato italiano, non un cortile privato dove una multinazionale può decidere chi resta e chi scompare. È un’infrastruttura strategica nazionale, costruita sul lavoro e sui sacrifici di generazioni di portuali. E oggi, mentre si parla di automazione, riorganizzazioni e ‘ottimizzazioni’, i primi a essere messi in discussione sono proprio coloro che hanno garantito continuità anche nei momenti più difficili, persino quando venivano chiesti sacrifici mentre il terminal chiudeva gli anni con utili milionari. I lavoratori Dock Service hanno formato personale in Italia e all’estero, hanno insegnato perfino a un’azienda concorrente insediata nel terminal. Hanno supplito alla mancanza di organico, hanno retto turni massacranti, hanno pagato sulla propria pelle patologie e infortuni. E oggi, dopo ventiquattro anni, si trovano davanti a un muro di silenzi. Nessuno spiega cosa accadrà dal 1°gennaio 2027. Nessuno chiarisce se dietro questa scelta ci siano strategie industriali, automatizzazioni non dichiarate, o peggio, operazioni che rischiano di scaricare sui lavoratori i costi di decisioni prese altrove.”

“Non è accettabile che il porto della Spezia diventi un terreno di speculazione, dove si fanno profitti sulla pelle degli operai e si usa il territorio come piattaforma logistica al servizio di interessi stranieri. La città ha già sacrificato il mare in nome del lavoro: quel compromesso oggi non può essere tradito. Le istituzioni locali e nazionali devono intervenire subito, verificare ogni passaggio, pretendere trasparenza totale e soprattutto farsi da garante affinché nessun lavoratore perda diritti, salario o dignità. Ricordiamo a tutti che il porto appartiene alla collettività, non ai bilanci di una qualsiasi multinazionale. I lavoratori Dock Service non saranno lasciati soli. La Cub Trasporti La Spezia è pronta a difenderli in ogni sede, perché ciò che sta accadendo non riguarda solo loro: riguarda il futuro del lavoro portuale, la sovranità del territorio e il rispetto dovuto a chi, ogni giorno, tiene in piedi l’economia reale di questo Paese”.

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