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Casa: Unione inquilini non condivide le linee guida approvate dal Parlamento europeo

Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
Comunicato stampa – 10 marzo 2026

Casa: ” Parlamento europeo approva linee guida lontane dai diritti, dal fabbisogno reale e dalla realtà sociale”
Dichiarazione della Segretaria Nazionale Silvia Paoluzzi Unione Inquilini.

Le linee guida sulla casa approvate oggi dal Parlamento europeo rappresentano una profonda delusione per chi, in tutta Europa, vive ogni giorno la sofferenza abitativa. Di fronte a una crisi che colpisce milioni di persone, l’Europa sceglie di non ascoltare chi è in difficoltà e di non affrontare le cause strutturali dell’emergenza. Il risultato è un testo che sembra scritto più per compiacere il settore immobiliare che per garantire il diritto alla casa.

Nonostante la retorica sulla “priorità sociale”, il documento non offre risposte concrete alle famiglie sfrattate, ai giovani esclusi dal mercato, alle persone che vivono in alloggi inadeguati, ai nuclei che attendono da anni un alloggio pubblico. Si limita a ribadire principi generici, senza impegni vincolanti, senza un piano europeo per l’edilizia pubblica, senza un rafforzamento reale delle tutele per gli inquilini.

È evidente che le consultazioni della Commissione non hanno intercettato la sofferenza abitativa reale. Non hanno ascoltato le città, i movimenti, gli inquilini, le famiglie sotto sfratto. Hanno invece prodotto un testo che apre la strada a più edificazione privata, più semplificazioni per chi costruisce, più garanzie per la proprietà privata, come se questa potesse prevalere sul diritto fondamentale all’abitare.

La continuità con le politiche del governo Meloni è lampante: si parla di “piano casa”, ma nei fatti si prepara l’ennesima stagione di valorizzazioni e cessioni del patrimonio pubblico, compreso quello dell’edilizia residenziale pubblica. Un’impostazione che rischia di trasformare beni comuni in opportunità di profitto per pochi, mentre milioni di cittadini europei restano senza una casa dignitosa.

Non basta evocare l’abbassamento degli affitti senza prevedere strumenti concreti. Non basta parlare di edilizia sociale senza finanziarla. Non basta condannare l’occupazione abusiva senza affrontare le cause che la generano: l’assenza di alternative, l’insufficienza cronica di alloggi pubblici, l’aumento incontrollato dei prezzi.

Ci aspettavamo molto di più dall’Europa. Ci aspettavamo un cambio di passo, una visione capace di mettere al centro le persone e non gli interessi immobiliari. Invece arriva un documento che non affronta la crisi abitativa, la normalizza. Un documento che non tutela i cittadini, ma li lascia soli. Un documento che, per chi vive ogni giorno la precarietà abitativa, suona come un vero schiaffo in faccia.

Appello alle forze politiche europee che hanno votato contro

Alle forze politiche che oggi hanno avuto il coraggio di votare contro questo testo aberrante chiediamo di avviare immediatamente un’interlocuzione in tutti i Paesi europei, coinvolgendo sindacati, movimenti per il diritto all’abitare, amministrazioni locali e realtà sociali. Serve costruire un fronte comune per respingere l’uso distorto di questo documento e impedire che diventi la base per nuove politiche di privatizzazione, svendita del patrimonio pubblico e marginalizzazione delle persone più fragili.

L’Europa ha perso un’occasione storica. Noi continueremo a denunciare, a mobilitarci e a costruire proposte che mettano al centro il diritto alla casa, perché senza casa non c’è dignità, non c’è salute, non c’è futuro.

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