Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

CONTRATTO NAZIONALE COMPARTO SANITÀ: in attesa di una firma

CONTRATTO NAZIONALE COMPARTO SANITÀ: in attesa di una firma ma i lavoratori possono essere contenti? NO!!!

Il 29 Luglio 2026 è stato firmato a Roma l’ipotesi di accordo del CCNL sanità pubblica del Comparto.

Questo contratto riprende la falsariga dei precedenti:

Aumento risicato della paga base. È questa retribuzione che in futuro determina l’importo della pensione. Negli ultimi 10 anni gli stipendi dei dipendenti pubblici hanno perso circa il 10% del reale potere d’acquisto.

Determina le divisioni fra i lavoratori, aumentando le differenze tra i profili professionali, incrementando indennità specifiche professionali e incrementando solo le indennità legate ai reparti/servizi DEA; mentre le indennità “storiche” del settore sono ferme da molti anni.

Cosa ci rende così difficile lavorare nella sanità pubblica?
Le condizioni di lavoro sono in costante peggioramento, sia per quanto riguarda i carichi di lavoro sia, soprattutto, sotto il profilo organizzativo. Le richieste di lavoro straordinario sono sempre più pressanti, anche attraverso le molteplici forme di incentivazione; i cambi turno sono continui e conciliare lavoro e vita privata è sempre più difficile; le risorse disponibili per rispondere ai bisogni dell’utenza diminuiscono costantemente.

Noi lavoratori sanitari rimaniamo così schiacciati tra le legittime aspettative degli utenti e le pretese spesso impossibili delle direzioni sanitarie.

Tutti gli ultimi contratti firmati hanno di fatto determinato un peggioramento delle condizioni economiche e normative di noi lavoratori. È FINITO IL TEMPO DELLA DELEGA AD ORGANIZZAZIONI SINDACALI COMPLICI DEL SISTEMA, SE VOGLIAMO CAMBIARE LE COSE DOBBIAMO ATTIVARCI IN PRIMA PERSONA, INSIEME.

È necessario ricostruire un’alleanza tra i lavoratori, mettendo al centro priorità comuni e condivise da tutti.

  1. Aumenti salariali dignitosi per TUTTI Servono aumenti salariali che garantiscano a tutti i lavoratori della sanità stipendi dignitosi e che consentano di far fronte all’aumento del costo della vita.
  2. Un contratto unico della sanità Occorre superare i 17 contratti attualmente in vigore nella sanità privata, equiparando tutti i lavoratori del settore al Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Pubblica. Impediamo ai soggetti privati di essere concorrenziali sfruttando il lavoro dei colleghi e costruiamo un fronte unico in fase di contrattazione, UNITI saremo una forza inarrestabile
  3. La qualità del servizio all’utenza dipende anche dalla preparazione degli operatori sanitari, non si può affidare la salute dei cittadini a privati senza controllo, e la vicenda del San Raffaele di Milano illustra molto bene i rischi di tali scelte.
  4. Ricostruire l’alleanza tra lavoratori della sanità e cittadini

È necessario che i cittadini tornino a occuparsi della sanità pubblica, discutendone e approfondendone i problemi nel merito, senza delegare questo compito esclusivamente ai lavoratori del settore.

Qualcuno è ancora convinto che con l’incremento delle indennità e la tassazione agevolata degli straordinari degli infermieri si risolvano i problemi del numero risicato di studenti che si iscrivono ai corsi   di laurea delle professioni sanitarie e della fuga dei lavoratori, ma non è così… è anche e soprattutto una questione di dignità e rispetto. TUTTE LE PROFFESSIONALITA’ CONCORRONO AL BENESSERE DEI PAZIENTI E MERITANO LA MEDESIMA CONSIDERAZIONE.                                                                       Difendere i lavoratori della sanità significa difendere il diritto alla salute di tutti.
(Scarica il comunicato di Cub sanità)

CUB © 2022. Tutti i diritti riservati.