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DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, la scuola pubblica si oppone

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, UN GOVERNO CHE CERCA DI IMPORRE CON I COMMISSARIAMENTI SCELTE ALLE QUALI LA SCUOLA PUBBLICA REALMENTE ESISTENTE SI OPPONE

Accorpamenti degli istituti scolastici, un governo che si pretende federalista ma che, quando deve colpire la scuola pubblica tagliando gli organici, non esita a commissariare Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana, Umbria “colpevoli” di non essersi mostrate zelanti nel provvedere agli accorpamenti degli istituti scolastici

Ricordiamo di cosa si parla:

– l’accorpamento o, se si preferisce, il dimensionamento ha determinato la soppressione di 700 istituzioni scolastiche con la perdita di circa 1.400 posti tra dirigenti scolastici e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) senza dimenticare le pesanti ricadute sugli organici del personale Ata e dei/delle docenti;

– per di più l’accorpamento stesso ha determinato e continua a determinare la nascita di istituti scolastici monstre con sedi sparse su vasti territori, collegi docenti pletorici costituiti da colleghe e colleghe che non hanno alcuna frequentazione e che finiscono per non avere alcuna possibilità di funzionare ed essere costretti a delegare ogni potere di decisione ai dirigenti scolastici e ai loro staff;

– il governo pretende di essere il semplice esecutore di direttive dell’Unione Europea, in realtà i governi Conte II e Draghi hanno preparato il Piano di ripresa e resilienza, approvato dall’UE, in cui si parla di dimensionamento scolastico ma anche di riduzione del numero di alunni per classe e proprio il governo Meloni, con la legge di bilancio per il 2023, ha definito i criteri del dimensionamento. In altri termini, è assolutamente possibile fare scelte diverse da quelle che ci stanno imponendo.

Questa deriva ha visto il disaccordo delle colleghe e dei colleghi degli istituti coinvolti disaccordo che in alcuni casi come, ad esempio, in Piemonte si è tradotto anche in assemblee, presidi, scioperi.
Questa pressione si è esercitata comprensibilmente in primo luogo sugli Uffici Scolastici Regionali e sulle amministrazioni comunali e regionali determinandone un’attitudine il ministro Giuseppe Valditara ha evidentemente trovato non codina come avrebbe desiderato.

A questo punto il governo ha deciso di commissariare le regioni “restie” ad adeguarsi con l’evidente obiettivo di imporre l’attacco alla scuola pubblica che è nei suoi intenti.

La CUB Scuola Università Ricerca ritiene che a questa scelta debba opporsi la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, delle studentesse e degli studenti, delle famiglie e la più larga unità sindacale possibile e dà la propria piena disponibilità ad operare in questo senso.

(Scarica il comunicato)

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