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  • Data di creazione Gennaio 14, 2025
  • Ultimo aggiornamento Marzo 31, 2026

Centro Studi Cub, più di 4 morti sul lavoro al giorno nel 2024

Centro Studi Cub, più di 4 morti sul lavoro al giorno nel 2024

Lombardia maglia nera. Montagnoli,meno sicurezza per risparmiare

14 gennaio 2025

- RIPRODUZIONE RISERVATA
Più di 4 morti sul lavoro al giorno nel 2024, 30 alla settimana, 123 al mese, per un totale di
1482 a fronte di 1446 nel 2023.
Sono questi i numeri "per difetto" sui decessi dei lavoratori, lo scorso anno, secondo il Centro
Studi Cub che ha elaborato dati Inail e dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega
Engineering di Mestre (Venezia).
Gli infortuni non mortali si attestano invece a oltre 540.000.
Una "contabilità agghiacciante" e un "annus horribilis", rimarca il sindacato, sottolineando
che "la strage sul lavoro" aumenta con un +3,3% nel 2024 rispetto ai 12 mesi precedenti. In
particolare, 1055 persone sono decedute sul posto di lavoro e 427 in itinere cioè o svolgendo
un lavoro sulle strade (camionisti o conducenti di mezzi pubblici e privati) o andando o tornado
1/3
da casa.
Dallo scorporo dei dati - osserva il Centro Studi - emergono alcune evidenze: per i lavoratori
stranieri il rischio di morte risulta in proporzione oltre che doppio rispetto ai lavoratori italiani
(69,1 morti ogni milione di occupati, contro i 26,7) e il settore delle costruzioni rimane quello più
falcidiato dagli incidenti mortali, con 147 decessi. La fascia d'età maggiormente colpita è quella
tra i 55 e i 64 anni.
Calcolando i morti nelle regioni per soli 11 mesi, cioè da a gennaio a fine novembre 2024
(perché non ci sono ancora tutti i dati disarticolati) la Lombardia risulta, come nel 2023, avere il
maggior numero di vittime cioè 121. Seguono: Campania 73, Emilia-Romagna 68, Lazio 67,
Sicilia 57, Veneto 49, Piemonte 48, Puglia 44, Toscana 39, Sardegna 24, Trentino-Alto Adige
23, Liguria 19, Calabria 18 Umbria 17, Abruzzo e Basilicata 15, Friuli-Venezia Giulia 14,
Marche 12, Valle d'Aosta e Molise 4.
"Siamo oltre l'incidente - commenta Walter Montagnoli della segreteria nazionale Cub - per
sua natura un avvenimento imprevedibile, a questo punto morire andando a lavorare è un
elemento sistematico, intrinseco e inevitabile rispetto alle dinamiche incancrenite del mondo
del lavoro in Italia e sono dovute a una volontà di risparmio delle imprese. Un sistema dove il
precariato, la pratica del subappalto reiterato e diffuso e l'assoluta carenza di controlli e
formazione e soprattutto di pene esemplari per chi sbaglia, hanno trasformato il lavoro in un
terreno minato a cui associare inevitabilmente un bollettino di guerra quotidiano".
"E' ora necessario, ineludibile e letteralmente vitale che il governo intervenga con
provvedimenti specifici. A nulla infatti sono valsi i tanto sbandierati provvedimenti come la
patente a punti per le oltre 400.000 imprese che vi hanno aderito. Senza modifiche di legge
radicali su precariato, subappalti e sul fronte penale, non si potrà che assistere a un costante
incremento di questa macabra e cinica contabilità", conclude.
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