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Ferrovieri in sciopero il 23 e 24 luglio contro privatizzazioni, appalti e peggioramento del lavoro

Di CUB Trasporti e SGB, 14 luglio 2026 – Dal 2023 i ferrovieri hanno avviato un lavoro inedito di autodeterminazione e partecipazione con le Assemblee che hanno permesso di informare, confrontarsi, prendere decisioni dal basso, condurre lotte per migliorare le proprie condizioni di lavoro e fermare i meccanismi di peggioramento: la collusione sindacale con le strategie di privatizzazione delle imprese. Il quadro che teneva i ferrovieri ostaggio della contrattazione a ribasso dei rappresentanti consenzienti era così già rotto nelle modalità di partecipazione.

Ne è nata una piattaforma di rivendicazione contrattuale che mette in discussione ogni punto del lavoro concepito fin qui, dalla salute alla sicurezza di esercizio, dal recupero salariale in linea con l’inflazione all’orario di lavoro, dalla tutela degli apprendisti a quella sul lavoro notturno etc, l’inversione delle esternalizzazioni e non ultima la questione dell’età per la pensione. Il CCNL firmato dai soliti senza confronti con i lavoratori è il vecchio scambio fra diritti e monetizzazione, per giunta del tutto insufficiente. Chi sa cosa sarebbe arrivato, magari con le solite giustificazioni di costrizione alla sottoscrizione o perfino di bontà, se non ci fosse stato il movimento dei ferrovieri e la fila di scioperi a sostegno delle rivendicazioni…

Nel frattempo e fuori dal passaggio contrattuale proseguono le scosse telluriche nel settore che smottano intere filiere di lavorazioni: tagli di personale e cumuli di lavoro, esternalizzazioni, accordi territoriali/di settore/di impianto che modificano gli orari di lavoro, moltiplicazione per separazione dei soggetti societari, deregolamentazione dove poi vige solo la catena di comando del momento, definizione di decisioni industriali solo sull’aspetto profitto, la vendita in borsa del settore AV, le gare di appalto del servizio IC e la consegna al mercato del settore merci che ha determinato il fallimento di Mercitalia pur essendo fra le società più grandi del settore. Se la ferrovia rischia ovunque l’appalto, quelli che ci precedono in quelle condizioni rischiano di sparire nella giungla dell’arbitrio del padroncino. Di contratti unici o anche solo omogenei per inquadrare i lavoratori sul principio di stessa mansione stesso salario nessuna parola, perché la concorrenza avviene, come negli appalti, sul mero costo del lavoro in spirali di ribasso umilianti.

Ai ferrovieri, inascoltati fin qui se non a distanza per vedere cosa possa tenerli buoni e fermi davanti a queste ristrutturazioni padronali, non resta che continuare a battere i pugni e far sentire il proprio dissenso.
Scioperare per stanchezza. Scioperare per non finire sotto a un treno o sotto un nuovo padrone di appalto. Scioperare per non chiudere le attività o dover cambiare impianto a centinaia di chilometri. Per non piangere domani altri morti dei tagli e del profitto. Per fermare un processo di iniquità e impoverimento. Scioperare col supporto delle Assemblee. Per un CCNL unico per tutti. Scioperare perché con i nostri soldi privatizzano mobilità, sanità, istruzione nonché la folle corsa agli armamenti.

SCIOPERO DELLE ATTIVITÀ FERROVIARIE dalle 21.00 di giovedì 23 luglio alle 20.59 di venerdì 24 luglio

In allegato PDF le norme tecniche

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