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Il caso delle chat sessiste in ATM-Milano

RSU MOLISE
Alla C.A.
DG
Zorzan Alberto – Direttore Generale
DRU
Segalini Roberta – Risorse Umane e QHSE
Rapp. Sindacale
Coordinamento RSU

Non si giudica un’intera categoria per il gesto di pochi

Negli ultimi giorni l’attenzione mediatica si è concentrata sulla vicenda della presunta chat dai contenuti sessisti attribuita ad alcuni dipendenti ATM. Un episodio certamente discutibile, che merita le dovute verifiche e che, qualora fossero accertate responsabilità individuali, richiede l’assunzione delle relative responsabilità, le necessarie scuse e gli eventuali provvedimenti che la Direzione ATM riterrà opportuno adottare.
Tuttavia, ciò che desta preoccupazione è il clima che si è creato attorno alla vicenda e il rischio concreto che il comportamento di pochi venga utilizzato per mettere sotto accusa un’intera categoria di lavoratori, in particolare il personale viaggiante che ogni giorno opera a diretto contatto con l’utenza e affronta le difficoltà della strada.
Dalle informazioni emerse fino ad oggi, sembrerebbe che i soggetti coinvolti non appartengano esclusivamente al personale di guida. Proprio per questo riteniamo necessario attendere l’esito degli accertamenti prima di emettere sentenze mediatiche che finiscono per colpire indiscriminatamente migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno svolgono il proprio servizio con professionalità e senso del dovere.

Gli autoferrotranvieri garantiscono quotidianamente la mobilità di milioni di cittadini, spesso operando in condizioni complesse. Affrontano traffico, ritardi, aggressioni verbali e, non di rado, episodi di violenza fisica. Nonostante ciò, continuano a svolgere il proprio lavoro con responsabilità, contribuendo al funzionamento di un servizio pubblico essenziale.
Sia chiaro: toni volgari, commenti offensivi e atteggiamenti sessisti non possono essere giustificati e devono essere condannati senza esitazioni, anche attraverso le necessarie azioni disciplinari interne. Ciò non significa però che ogni comportamento censurabile debba automaticamente tradursi nel provvedimento più grave, che va valutato con equilibrio, proporzionalità e nel rispetto delle garanzie previste per i Lavoratori. Come categoria esprimiamo il nostro rammarico per quanto accaduto e porgiamo le nostre scuse a chiunque possa essersi sentito offeso, discriminato o leso nella propria dignità.
Allo stesso tempo, riteniamo che la portata assunta da questa vicenda rischi di essere sproporzionata rispetto ai fatti contestati. L’impressione è che un episodio riconducibile a comportamenti individuali sia stato trasformato in una responsabilità collettiva, alimentando una narrazione che finisce per danneggiare l’immagine di migliaia di lavoratori estranei ai fatti.
La questione pone anche una riflessione più ampia sul modo in cui viene costruito il dibattito pubblico nel nostro Paese. Sempre più spesso singoli episodi vengono elevati a emergenze nazionali, mentre problematiche strutturali che incidono concretamente sulla vita dei cittadini e dei lavoratori faticano a trovare adeguato spazio nel confronto pubblico.

Le vere emergenze che interessano il settore del trasporto pubblico locale sono note da tempo:
• carenza cronica di personale;
• turnazioni sempre più gravose e logoranti;
• aggressioni al personale viaggiante;
• condizioni salariali non adeguate all’aumento del costo della vita;
• infrastrutture stradali e ferroviarie che necessitano di investimenti;
• tutela della salute e prevenzione delle malattie professionali.

Sono questi i temi che incidono quotidianamente sulla qualità del servizio e sulla vita di migliaia di lavoratori e cittadini. Il rischio è che focalizzare l’attenzione pubblica esclusivamente sugli errori di pochi finisca per distogliere lo sguardo da problematiche ben più rilevanti che incidono sulla qualità della vita dei lavoratori e sull’efficienza dei servizi pubblici.
Le responsabilità individuali devono restare individuali. Generalizzare e attribuire colpe collettive rappresenta un errore che alimenta soltanto divisioni e pregiudizi.
Per questo motivo rivolgiamo un appello ai mezzi di informazione, alla politica e all’opinione pubblica affinché il confronto torni a essere equilibrato, responsabile e costruttivo, dedicando maggiore attenzione alle problematiche concrete che interessano quotidianamente lavoratori e cittadini.
Gli autoferrotranvieri, come tutti i lavoratori, meritano rispetto. Un errore eventualmente commesso da alcuni soggetti, per quanto discutibile, non può cancellare l’impegno, la
professionalità e il sacrificio delle migliaia di persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento del trasporto pubblico.
La stragrande maggioranza dei lavoratori ATM è composta da persone perbene che svolgono con serietà il proprio lavoro e che non possono essere giudicate per comportamenti individuali la cui effettiva responsabilità è ancora oggetto di accertamento.

La nostra voce continuerà a essere presente finché i lavoratori ci daranno il mandato di rappresentarli e di difenderne la dignità professionale. Se il dibattito continuerà a essere
polarizzato esclusivamente sullo scontro tra questioni di genere, il rischio è che il vero obiettivo, una reale e concreta parità fondata sul rispetto reciproco, continui a restare lontano.

Milano, 18/06/2026
RSU Molise
Genovese Aurora
Misuraca Marcello
Scassillo Ciro
Contrò Vincenzo
Giuliano Salvatore

Comunicato

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