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Il nuovo decreto “Sicurezza”

IL GOVERNO PRIMA PROVOCA LO SCONTRO EPPOI APPROVA IL D.L. “IN MATERIA DI SICUREZZA”: UN’ALTRA NORMA SECURITARIA PER LIMITARE LA LIBERTÀ AL DISSENSO E GLI SPAZI DEMOCRATICI UNA DERIVA AVVIATA DA TEMPO A CUI MELONI&CO HANNO IMPRESSO UNA ACCELERAZIONE CALPESTANDO I PRINCIPI COSTITUZIONALI

Il Governo Meloni strumentalizza sistematicamente il principio naturale per cui ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: utilizza i fatti di cronaca, se ne guarda bene dall’affrontare le ragioni da cui scaturiscono e vara una legislazione d’emergenza che non ha ragion d’essere. L’obiettivo del Governo Meloni è chiaro: si impegna a provocare lo scontro con i settori sociali all’opposizione (..chiude Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino…non certo Casapound a Roma!)  per poi intervenire limitando la libertà al dissenso e ridurre gli spazi di democrazia.

All’indomani degli scontri di Torino, con uno schema già visto, il Governo Meloni ha approvato un decreto che, di fatto, impone un giro di vite alle libertà individuali e al diritto al dissenso. A parte alcune disposizioni il cui obiettivo dichiarato è quello di perseguire il possesso e la vendita di coltelli, nonché la violenza giovanile sono due le questioni che vanno sottolineate:

  • il fermo preventivo fino a 12 ore;
  • lo scudo penale per le forze dell’ordine nel caso compiano abusi contro i cittadini;
  • maxi-multe di migliaia di euro in caso di particolari azioni in caso di manifestazioni pubbliche.

Nonostante alcune modifiche, pretese dal Quirinale, alla norma inizialmente varata dal Governo Meloni, il fermo preventivo fino a 12 ore è rimasto e le forze dell’ordine, in caso di manifestazione pubblica, potranno “sequestrare” senza motivi i cittadini. La palese incostituzionalità non è superata dal fatto che il Pubblico Ministero sarà avvisato e che potrà liberare la persona “trattenuta”.
Inquietante è la previsione per cui non saranno iscritti nel registro degli indagati coloro che finiscono coinvolti in un fatto che, fin da subito, appare “coperto da una causa di giustificazione. Al più saranno segnalati in separata “traccia” ed il procedimento a potrà essere chiuso in tempi rapidi. Per non parlare delle maximulte, fino a 10-12 mila euro in caso di iniziative che saranno valutate di “intralcio” a pubbliche manifestazioni.

Invece, il Governo Meloni non spende una parola sul crescente disagio sociale che è alla base di iniziative che sono di pochi ma in un ambito che coinvolge migliaia di persone che manifestano pacificamente, come successo a Torino.
Tale vergognosa deriva securitaria, purtroppo, è iniziata da diversi anni ed ha attraversato diversi Governi negli ultimi anni, evitando che la politica esercitasse la sua reale funzione che è quella di interpretare i fatti e intervenire per risolvere le questioni che assillano l’esistenza di intere generazioni. Disoccupazione giovanile, precarietà, bassi salari, sfruttamento, povertà, assenza di alloggi popolari, diritto allo studio riservato ai ricchi, impossibilità di accedere alle cure mediche, caro vita: ecco le vere emergenze del Paese. ALTRO CHE GUERRE ED ECONOMIA DI GUERRA. Serve che la politica svolga la sua funzione. BASTA REPRESSIONE E TAGLI ALLA LIBERTÀ E DEMOCRAZIA.

7.2.2026                                                                         Confederazioni Unitaria di Base

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