A 11 anni dalla storica liberazione di Kobane, il progetto rivoluzionario di pace e convivenza del confederalismo democratico è sotto attacco. Il nuovo governo siriano, con il tacito accordo di diversi soggetti statali attivi nell’area, dopo aver colpito i quartieri autonomi di Aleppo sta attaccando il Nord e l’Est della Siria. Un grave attacco che tradisce gli sforzi di pace e gli accordi di tregua firmati dal governo di Damasco con le forze di sicurezza delle regioni autonome!
Non possiamo restare in silenzio. Non possiamo non vedere come l’offensiva nazional-capital-fascista che attanaglia il mondo si stia riverberando anche nella nuova Siria. Il capitale esige ordine e sottomissione, e oggi i governi autoritari sono il suo braccio armato e si nutrono di sentimenti nazionalistici, elitari ed etnici per agire nei territori. La rivoluzione confederalista diventa così scomoda. Per di più, l’azione in Siria pare temporalmente e tatticamente utile alla Turchia per mettere in discussione il percorso di pace che prima Öcalan, poi il PKK e quindi tutto il popolo curdo hanno intrapreso e che il governo di Ankara vive con lentezze estenuanti. Le donne e gli uomini che da anni, in quel lembo di terra conosciuto come Nord ed Est della Siria, sperimentano un mondo diverso possibile sanno bene cosa siano tradimenti e guerra, ma anche patriarcato, fascismo, teocrazie, colonialismo. La spinta femminista che alimenta la rivoluzione confederale ha smontato le ingerenze e le violenze del sistema, imposto una visione diversa, rotto con le dottrine.
Le rivolte iraniane, le resistenze contro l’ICE negli USA, l’opposizione agli sgomberi dei centri sociali, i movimenti anticoloniali in America Latina, la difesa del percorso rivoluzionario in Siria, la critica all’occupazione militare dell’Ucraina da parte della Russia e il rifiuto, senza se e senza ma, del genocidio a Gaza tracciano l’idea di un mondo diverso, immediatamente necessario.
Mercoledì 21 gennaio, ore 18.00, piazza Castello Milano, gridiamo il nostro appoggio alla rivoluzione confederale, al percorso di pace, al rifiuto della guerra e alla tutela dell’autodeterminazione dei popoli
