Venerdì 6 febbraio allo stadio Meazza di San Siro si svolgerà la cerimonia di apertura dei giochi olimpici e paraolimpici di Milano-Cortina 2026. Una cerimonia segnata dall’ipocrisia di una città che, cancellato il tessuto industriale e i suoi lavoratori, è diventata emblema indiscussa della speculazione edilizia, della gentrificazione e della privatizzazione dei beni comuni, costringendo sempre più lavoratori nei gironi infernali del precariato, degli appalti e dei salari poveri.
Da una parte c’è la città dentro i bastioni: turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con i suoi hotel di lusso e ristoranti stellati, in cui svettano i grattaceli delle banche e corporations; dall’altra la periferia, con la strutturale carenza di edilizia popolare, gli sfratti coercitivi di chi non arriva a fine mese e non riesce più a pagare l’affitto, gli scandali nella sanità privatizzata, le code infinite per ricevere un pasto caldo a suggellare la morsa della povertà nella capitale economica del Paese.
Le olimpiadi di questo inverno, seguendo il tracciato di Expo 2015, ripropongono le medesime dinamiche fatte di speculazioni edilizie e massimizzazione dello sfruttamento sul lavoro tramite l’immensa torta degli appalti (3.6 miliardi di euro!) e le limitazioni al diritto di sciopero imposte per decreto governativo o approvate con patti di “tregua sociale” come avvenuto in ATM.
Il cinismo del governo Meloni, tra l’altro, è arrivato persino a utilizzare i fondi destinati alle vittime della Mafia per coprire i buchi di bilancio di Milano-Cortina 2026.
Infine, la fiamma olimpica gira l’Italia adornata dalle manifestazioni pro-Pal che chiedono l’esclusione d’Israele, entità coloniale e genocida, una rivendicazione che come CUB di Milano facciamo nostra.
Le giornate di lotta lanciate durante l’apertura di queste olimpiadi racchiudono i tanti fronti che negli anni ci hanno identificato come organizzazione, posizionandoci dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, degli sfrattati per morosità incolpevole, dei pensionati, degli studenti, degli spazi sociali; per salari e diritti dignitosi, il diritto all’abitare, l’autodeterminazione dei popoli oppressi, la difesa del clima, il diritto a una sanità pubblica e universale; contro ogni forma di razzismo, maschilismo e omofobia, la speculazione edilizia, l’economia di guerra a detrimento dello stato sociale.
Cub Milano e Cub nazionale, Milano, 18 gennaio
Un’altra Milano e un’altra società sono possibili, per questo invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza nelle diverse iniziative di lotta che comunicheremo nelle prossime settimane!
