Al servizio sanitario da anni vengono tagliate risorse e personale, con carenze di tutte le figure professionali, blocco assunzioni ed esternalizzioni dei servizi e addirittura di reparti ospedalieri, con conseguenze anche drammatiche come recentemente accaduto al San Raffaele di Milano.
Le aggressioni al personale sanitario sono all’ordine del giorno, a fronte di un’utenza costretta a continui disservizi e liste d’attesa infinite, dopo che da anni il diritto alla salute viene sempre più legato a vincoli economici.
In questa situazione gli operatori sanitari restano vincolati all’obbligo di fedeltà aziendale, con il quale si nega il diritto di critica sull’organizzazione del lavoro e le condizioni di lavoro: fedeltà che viene anche premiata con incentivi economici e sistemi di valutazione (pagelline) non tanto sulle competenze ma sull’obbedienza a burocrazie e gerarchie sempre più schiaccianti.
Ma in un sistema di repressione che sempre più caratterizza le politiche del Paese, dai decreti sicurezza, alle sanzioni per gli scioperi e le manifestazioni, prendono sempre più piede anche tante altre forme di controllo nel settore sanitario. Parliamo dei 6 medici di Ravenna recentemente obiettivo di perquisizioni effettuate con dispiegamento di forze di polizia dentro l’ospedale e oggetto di indagini per aver firmato la non idoneità di immigrati destinati ai CPR: un forte attacco all’autonomia dei sanitari nel tentativo di trasformare atti medici in atti burocratici di polizia.
Ma parliamo anche di fatti accaduti nel reclutamento dei sanitari per le Olimpiadi: sanitari che pur avendo superato la valutazione per le candidature effettuate dagli ospedali competenti, compresa la verifica di cause di esclusione per procedimenti penali o amministrativi, si sono poi visti all’ultimo momento negare l’arruolamento per l’attività sanitaria per mancato superamento del controllo ministeriale: servizi segreti che indagano nella vita personale e nelle idee politiche di chi ha come unico vincolo la cura delle persone e come obiettivo la tutela della vita e della salute (art. 4 Codice deontologico).
Rifiutiamo ogni forma e sistema di controllo della vita e della professionalità degli operatori sanitari .
Cub sanità naz.le,Febbraio 2026
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