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Piano triennale dei Fabbisogni del personale sanitario

Con la pubblicazione del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale  2026-2028 viene ancora una volta “pianificata” l’emergenza in cui versa da anni l’intero comparto sanitario.

A fronte di servizi e prestazioni in costante aumento, che diventano serbatoio per il raggiungimento  degli obiettivi di performance Aziendale e per il progressivo incremento  della sanità privata-convenzionata,il numero delle operatrici e degli operatori rimane praticamente stabile; per i profili non sanitari addirittura diminuisce, forse in odore di esternalizzazione!

PIU’ LAVORO PER IL SOLITO NUMERO  DI LAVORATRICI E LAVORATORI.

SIAMO UMILIATI,                 

Perché sempre le stesse e gli stessi abbiamo più lavoro, se non si procede ad assunzioni
Perché come risposta abbiamo Produttività aggiuntiva , cioè ancora più lavoro (per pochi!)
Perché il monte ore degli STRAORDINARI è sempre ben presente, retribuito in costante ritardo e praticamente “programmato”
Perché ulteriori risorse sono sottratte e non compensate  nelle Unità operative con l’indizione in atto di bandi  per INCARICHI DI FUNZIONE( un migliaio tra organizzativi e professionali)
Perché si aumenta la dirigenza con la riorganizzazione aziendale, nuove SOC e nuove SOS  con il solito(forse ridotto) numero di operatrici e operatori.
Perché senza assunzioni sono bloccate le mobilità, facendo saltare il principio di conciliazione vita-lavoro.
 

SIAMO OFFESI,

Perché è in atto la VALUTAZIONE INDIVIDUALE DELLA PERFORMANCE 2026 , alla seconda mal applicazione! Un meccanismo professionalmente MORTIFICANTE e volutamente DIFFERENZIATIVO,che non valuta lo sforzo collettivo per garantire i LEA, mantenere a galla il SSN e il DIRITTO ALLA SALUTE!Per noi dovrebbe essere la valutazione dell’infinita RESILIENZA mai diminuita dai tempi degli “eroi del COVID”.
Perché sempre con logiche divisive e corporative  gli oltre 22 milioni di fondi collettivi  verranno in parte destinati alla PRODUTTIVITA’ DIFFERENZIATA  che riconosce sì il disagio  di molte condizioni lavorative , ma nel contempo lascia  altri 5000 dipendenti senza neanche quei pochi spiccioli di produttività collettiva che hanno maturato.

RIFIUTIAMO QUESTE LOGICHE AZIENDALISTICHE CHE CREANO CIRCOLI VIRTUOSI PER POCHI E CIRCOLI VIZIOSI E UMILIANTI PER MOLTE LAVORATRICI E LAVORATORI

Febbraio 2026

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