L’esodo è realtà, i lavoratori fuggono in massa da paghe da fame: Mentre il Ministro Zangrillo si diverte a disegnare “nuove linee guida” sulla performance, la realtà fuori dai palazzi romani è drammatica. La Pubblica Amministrazione sta subendo un’emorragia di personale senza precedenti:
Stipendi asfittici: I salari sono fermi al palo, mangiati da un’inflazione galoppante.
Fondi accessori ridicoli: Il salario accessorio è ormai ai minimi termini, incapace di garantire una vita dignitosa.
Fuga nel privato: I dipendenti, esasperati, scappano verso il settore privato o verso quegli enti che offrono qualche euro in più per sopravvivere.
Il Ministro non ha la percezione della tragicità di questo esodo. Non è una “scelta di carriera”, è una fuga dalla povertà estrema delle nostre buste paga!
La performance di Zangrillo: il cottimo 4.0: La nuova direttiva sulla performance non è un valore aggiunto, è un insulto. Vogliono trasformare il lavoro pubblico in una caserma basata sulla delazione e sul favoritismo:
VOTI BASSI PER TUTTI: L’ordine è chiaro: abbassare le valutazioni per risparmiare soldi.
PREMI PER POCHI ELETTI: Si creano “piccole élite” di super-bravi (o super-fedeli) a cui destinare i soldi della produttività di TUTTI.
DIVIDI ET IMPERA: Si incentivano i questionari anonimi e la “valutazione dal basso”. Tradotto: delazione mascherata da collaborazione.
LA VALUTAZIONE NON VA RIPENSATA, VA CANCELLATA! È lo strumento di intimidazione usato per bloccare le progressioni e sottomettere i lavoratori al volere del dirigente di turno.
L’inganno del merito e il silenzio sui diritti: Zangrillo parla di “valorizzazione dei talenti” ma la verità è un’altra.
Buoni pasto da fame: Fermi a 7 euro da 14 anni. La metà di quanto costa un pasto oggi!
Progressioni sbarrate: La Corte dei Conti e il Governo lavorano insieme per ridurre la spesa di personale, tagliando le gambe a chi lavora da anni con dedizione.
Termini inglesi, stipendi da fame: Usano parole come leadership e rewarding per nascondere carichi di lavoro crescenti e responsabilità che dovrebbero spettare alla politica.
E’ ORA DI DIRE BASTA!
Non possiamo più accettare che la contrattazione venga piegata ai desiderata del Governo. I sindacati complici hanno permesso che la contrattazione venisse sostituita da “confronti” sterili di 30 giorni.
LA CUB PUBBLICO IMPIEGO RIVENDICA:
Aumenti salariali veri per fermare l’emorragia di personale.
Progressioni economiche per tutti basate sull’anzianità di servizio, come nel privato.
Eliminazione del sistema della performance, strumento divisivo e antisociale.
Adeguamento immediato del buono pasto.
NON RESTARE A GUARDARE MENTRE AFFONDANO IL TUO FUTURO. COSTRUIAMO LA MOBILITAZIONE IN TUTTO IL PAESE!
UNISCITI ALLA CUB. LA TUA DIGNITA’ NON è IN VENDITA.
Cub Pubblico impiego, segreteria nazionale, Milano, 29 gennaio
