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Sciopero Invalsi 2026, mercoledì 6 maggio

SCIOPERO INVALSI 2026
PASSA DALLA TUA PARTE, ORGANIZZATI CON LA CUB!
PER UNA SCUOLA LIBERA, PUBBLICA E DEMOCRATICA

Per le modalità di partecipazione allo sciopero e i riferimenti normativi ed esperienze pregresse sullo sciopero di funzione leggi a pag. 2 e 3 del VOLANTINO

Da scaricare i moduli: Modello 1 Sciopero somministrazione 6 maggio 2026; Modello 2 Sciopero tabulazione e correzione

LE PROVE INVALSI NON MIGLIORANO LA QUALITÀ DELLA SCUOLA
Non aiutano studenti e studentesse.
Non sostengono il lavoro di docenti e personale scolastico.
Al contrario:
❌ Riducono l’apprendimento a numeri e classifiche
❌ Spingono verso una didattica standardizzata e addestrativa
❌ Aumentano competizione e disuguaglianze tra scuole e territori
❌ Sottraggono tempo prezioso alla vera formazione
❌ Trasformano la valutazione in controllo burocratico

LE PROVE INVALSI STRUMENTALIZZANO LE DISUGUAGLIANZE
Le differenze sociali e territoriali non si superano con le classifiche.
Si superano con risorse, tempo scuola, sostegno, servizi.
I test standardizzati fotografano le disuguaglianze, ma non le risolvono.

Noi diciamo NO
:
NO alla scuola-quiz,
NO alla competizione tra istituti,
NO alla valutazione punitiva,
SÌ a una scuola pubblica, partecipata e democratica.

LA SCUOLA NON È UN’AZIENDA
La scuola pubblica ha il compito di formare persone consapevoli, non di produrre punteggi.
La qualità dell’istruzione non si misura con test standardizzati bensì con: Investimenti strutturali, Riduzione del numero di alunni per classe, Stabilizzazione del personale precario, Libertà di insegnamento, Inclusione reale.

Difendere la scuola pubblica significa difendere il diritto allo studio e il futuro di tutte e tutti. Il sindacato di base è dalla parte di chi insegna, studia e lavora nella scuola.
Cub Sur naz.le, Torino, 30 marzo 2026

👉🏻 Leggi anche “Docenti in sciopero sostituiti per assicurare le prove Invalsi, caso in tribunale“, La Repubblica-Torino, 29 marzo 2026

Qui il testo dell’articolo:
Docenti in sciopero sostituiti per assicurare le prove Invalsi, caso in tribunale, di Cristina Palazzo
 
Il sindacato Cub Scuola Università e Ricerca del Piemonte ha portato davanti l giudice del Lavoro due scuole, segnalando un comportamento che giudicano antisindacale
La Repubblica Torino 29 Marzo 2026

I sindacati indicono lo sciopero nel giorno della prova Invalsi, i dirigenti scolastici pur di garantirne lo svolgimento chiamano a lavoro altri docenti. A denunciarlo è il sindacato Cub Scuola Università e Ricerca del Piemonte che ha portato in tribunale due scuole, segnalando un comportamento che giudicano antisindacale. Nello specifico si tratta dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci — Frank di Torino e la scuola primaria di Montanaro.
Ma occorre fare un passo indietro. La duplice vicenda risale allo scorso maggio, quando fu indetto lo sciopero breve della somministrazione in uno dei tre giorni di prove Invalsi, test standardizzati per tutti gli allievi per misurare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese. Uno sciopero che riguardava l’attività dei docenti: dal ritiro ed etichettatura dei fascicoli delle prove fino allo sciopero della correzione e tabulazione.
Diversi docenti aderirono allo sciopero, creando dei disagi sullo svolgimento del test ma come accade in questi casi è vietata la sostituzione del personale. In quel giorno però alla Cub Sur e il sindacato generale di base è arrivata la comunicazione che in due scuole non sarebbe andata così: nella scuola di Montanaro, segnalano dal sindacato, in risposta ai docenti in sciopero la dirigenza avrebbe emanato un ordine di servizio per individuare dei sostituti per le operazioni di correzione mentre nell’altro istituto torinese, in modo preventivo, sarebbero stati nominati due docenti per ogni classe, nonostante le credenziali fossero solo per un insegnante. «Un gesto che ha depotenziato di fatto lo sciopero perché voleva dire che entrambi i docenti avrebbero dovuto aderire», racconta il legale Simone Bisacca.
È a lui che si è rivolta la Cub e insieme hanno avanzato il ricorso al giudice del lavoro contro il Ministero dell’Istruzione, di cui i dirigenti sono i rappresentanti. Sono in corso le udienze e in aula sono stati ascoltati delegati del Ministero e dirigenti. «Nel caso di Montanaro — precisa l’avvocato — il Ministero non ha preso posizione, nell’altra vicenda, ossia la nomina preventiva di altri somministrato, il giudice ha invitato a trovare una conciliazione, altrimenti si arriverà a sentenza. Abbiamo proposto una bozza di conciliazione all’Avvocatura dello Stato e attendiamo di capire se saranno d’accordo ma registriamo comunque una buona disponibilità del Ministero nel dialogo».
Tutto ciò dovrebbe avvenire in tempi stretti anche perché è previsto per il prossimo 6 maggio un nuovo sciopero Invalsi, che coinvolgerà anche quest’anno tutte le scuole primarie. «È importante che si capisca che sostituire chi somministra le prove è possibile solo in casi gravi, come una malattia, e non perché uno esercita il proprio diritto di scioperare che è sacrosanto», sottolinea Giulia Bertelli della Cub.
Insieme al sindacato generale di base, promuovono il nuovo sciopero «per contrastare l’Invalsi in quanto modalità di valutazione dei saperi e delle competenze che riteniamo inadatta perché del tutto standardizzata». Bertelli parla di «prove massificate, per di più organizzate con un preavviso quindi dando la possibilità agli studenti di prepararsi, che non fotografano l’unicità degli allievi, anzi. Temiamo anche che i risultati siano tracciati e non siano quindi davvero anonimi. Il dubbio — conclude la sindacalista — è che servano a definire strade differenziate per gli studenti in base ai risultati che ottengono ai test, vorrebbe dire premiare chi consegue voti più alti senza intervenire davvero per eliminare i divari educativi, uno dei principali problemi della scuola oggi».

 

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