🔴 APPELLO 🔴 NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA) 🔶 LA CURA NON E’ UN REATO
📌Milano, piazza San Babila
21 settembre ore 18
📧 Per adesioni (entro le 13 di lunedì): presidio21settembre@gmail.com
Che le sempre più frequenti intimidazioni subite dal personale medico chiamato a certificare l’idoneità al trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio potessero un giorno cedere il passo a iniziative giudiziarie volte a coinvolgere chi fosse “colpevole” di rilasciare “troppi” certificati con esito negativo, era qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava poter essere relegato ad un romanzo distopico.
Allora, credevamo nell’autonomia di giudizio del* medic*, quando questo giudizio rimane ancorato ad evidenze oggettive e ai principi fondamentali della materia oltre che a quelli della deontologia medica.
E’ arrivato poi però il caso “Ravenna” della scorsa primavera, a riportarci bruscamente con i piedi per terra, una terra in cui lo Stato pretende di condizionare questi giudizi, e di criminalizzarne gli autori quando questi si allontanano dal risultato auspicato: quello di dare un senso ai CPR riempiendoli il più possibile, per giustificarne l’esistenza, l’esigenza e i costi, per così alimentare la propaganda securitaria fondata sulla paura di una perenne emergenza dell’invasione “aliena”.
Ma i fatti delle ultime ore, con perquisizioni domiciliari mattutine in tutta Italia, degne dei peggiori criminali, e l’imputazione del reato di associazione a delinquere a danno di chi, come il dr. Nicola Cocco, più si è speso ed esposto per denunciare e raccogliere documentazione della patogenicità dei CPR, ha davvero superato il limite dell’immaginazione, oltre che quello della democrazia.
E questi fatti richiedono ora una ferma reazione, che in tante e tanti si sentono di condividere con noi.
La pretesa di piegare un atto di cura a un atto di polizia non può infatti più essere tollerata.
Specie ora che la pressione, con il Patto UE Migrazione e Asilo dello scorso giugno, si è fatta piĂą forte e chiede che con un altro simile atto medico (quello di “screening”) si dia l’avallo formale alla detenzione amministrativa e alla deportazione – anche in paesi terzi – di chiunque bussi alla fortezza Europa: uomini, donne e bambini.
Teniamo però a sottolinearlo: questa pretesa deve essere contestata e arginata non tanto e non solo nell’interesse della categoria medica, nel nome della sua indipendenza, ma nell’interesse di chiunque si auguri di trovarsi ancora in un Paese in cui vengano garantiti i diritti e le libertà fondamentali di ciascun*.
E in particolare, e ancor di piĂą, una ferma presa di posizione collettiva deve essere assunta nell’interesse delle migliaia di persone che ogni anno, da quasi 30 anni, grazie a superficiali e frettolose certificazioni della loro pretesa “idoneità ” al trattenimento, passano dal tritacarne della detenzione amministrativa e dalla deportazione, nell’indifferenza quasi generale, costrette – solo per il fatto di non essere in possesso di un pezzo di carta che la legge ha reso impossibile acquisire – a immolare tempo della propria vita e la propria salute sull’altare della propaganda securitaria di Stato.
Perchè quello che questi giorni insegnano è soprattutto questo: che è evidentemente deflagrata l’esigenza, ora piĂą che mai, per chi ci governa, di nascondere quello che sta diventando invece sempre piĂą evidente e noto: i CPR – proprio i “gioielli” di famiglia, fiero paradigma ostentato ed esportato – sono luoghi di sistematica oppressione e violenza psicofisica, nei quali gli abusi strutturali e le violazioni dei diritti fondamentali e della stessa dignitĂ umana si combinano con condizioni di trattenimento disumane e con il sinistro utilizzo di queste strutture quale discarica sociale per le persone piĂą fragili ed emarginate. Utilizzo che ha fatto registrare una vera e propria deriva manicomiale ad ogni effetto, se non fosse che non si tratta di luoghi di cura, ma di abbandono e di violenza. Il logorio psicofisico del dubbio, nei detenuti, circa la propria sorte e la durata (e il senso!) di questa prigionia senza reato fa poi il resto, accendendo fatalmente la miccia della spirale dell’autolesionismo, dei pestaggi e della somministrazione indiscriminata di sedativi, in questi luoghi che possono essere legittimamente definiti patogeni per chiunque vi ci entri.
E che siano patogeni è ormai sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della SanitĂ , dalla letteratura scientifica, oltre che comprovato da vagonate di cartelle cliniche e testimonianze video e fotografiche. Peraltro, che non vi sia garantito il diritto alla salute l’hanno detto chiaramente, in questi ultimi mesi, persino il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale, restando inascoltati.
Il Comitato europeo di Prevenzione della Tortura ha evidenziato nel 2024 gravi criticitĂ , tra cui “la pratica della diffusa somministrazione di psicofarmaci non prescritti alla popolazione trattenuta” e “casi di maltrattamenti fisici e di uso eccessivo della forza da parte del personale di polizia nei confronti di persone trattenute” .
In tale contesto, non può meravigliare quindi se un* medic*, anzi tant* di loro, valutando in scienza e coscienza, e in conformità con l’art. 32 della Costituzione e del Codice di Deontologia Medica, possano considerare una o più persone inidonee al trattenimento in CPR.
Semplicemente perchè la verità (scientifica) è che NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA)
SennonchĂ©, questa grande scontata ma nascosta veritĂ – che nei CPR si pratichi ormai strutturalmente (da quasi 30 anni e oltre 40 morti) la tortura di Stato e che l’unica soluzione è che vadano chiusi – è quanto di piĂą “pericoloso” possa esserci per chi ha fatto dei CPR il proprio cavallo di battaglia politica.
E allora va colpito chi dice, e certifica e documenta, questa veritĂ .
E quale miglior espediente che quello di sbattere il dottore in prima pagina e accusarlo di dire il falso o di organizzarne altri perchè altri lo facciano?
Ma ormai il re – e soprattutto la regina – sono nudi e chi li ha additati è dalla parte del giusto e non ha nulla da temere. E tutt* noi siamo con loro.
Queste le nostre conclusioni, che soprattutto dopo questi giorni, sono sempre piĂą condivise e vanno difese e rivendicate:
🔶il vero crimine è la violenza di Stato sulle persone migranti: nei CPR, nei cosiddetti “luoghi idonei”, alla frontiera, con le deportazioni, con la clandestinità forzata e con la criminalizzazione. E noi andremo avanti a denunciarlo.
đź”¶solidarietĂ all* medich* coinvolt* dalle perquisizioni e dalle indagini di questi giorni, criminalizzat* per aver detto il vero, sulla base di evidenze scientifiche e principi deontologici, e non certo ideologici.
đź”¶I CPR sono strutturalmente fondati sulla violenza, luoghi irrimediabilmente patogeni, e vanno quindi chiusi.
NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA). – LA CURA NON E’ UN REATO
📌Milano, piazza San Babila
21 settembre ore 18
đź’ĄSe sei medic*, vieni con il tuo camice!
📧Per adesioni (entro le 13 di lunedì): presidio21settembre@gmail.com
Per info: noaicpr@gmail.com
