Il Tribunale Lavoro di Roma censura: “appalto illecito” alla ASL ROMA 1
A fine maggio 2025 il Giudice del Lavoro di Roma, a seguito del ricorso, patrocinato dall’Avv. Daniele Mariani, presentato da due psicologhe che hanno lavorato per anni nel servizio di assistenza psicologica della ASL Roma 1, inizialmente come collaboratrici autonome e successivamente alle dipendenze di una cooperativa appaltatrice del servizio, ha censurato il predetto appalto, accertando la somministrazione illecita di manodopera.
Il Giudice ha dichiarato la sussistenza di un unico rapporto di lavoro subordinato, di natura dirigenziale, condannando la ASL al pagamento di cospicue differenze retributive e contributive, oltre al danno e alle spese legali.
Nelle more del giudizio, come CUB Sanità siamo riusciti a concorrere alla stabilizzazione delle lavoratrici come dipendenti pubbliche: il loro stipendio è praticamente raddoppiato.
Da anni come CUB Sanità denunciamo questa situazione praticata da tutte le AA.SS.LL regionali.
Invece di assumere direttamente il personale indispensabile al Servizio, si ricorre all’esternalizzazione, in forme molto spesso al limite del lecito (e qualche volte addirittura illecite), arricchendo ditte e cooperative che sottopagano i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, con precarietà e “lavoro povero”.
Sono migliaia i lavoratori e le, soprattutto, lavoratrici del Servizio Sanitario Regionale in appalto, con contratti part time obbligatori e con salari/ compensi da fame, che tuttavia assicurano Servizi fondamentali, lavorando fianco a fianco con i dipendenti pubblici della Sanità, diretti da dirigenti ASL.
Lo abbiamo denunciato a tutti i presidenti succedutisi alla guida della Regione, al Ministero del Lavoro e della Salute, all’Ispettorato del Lavoro, all’Anac, anche alla Procura della Repubblica.
Tutto ciò puzza! La Politica, le Istituzioni, i sindacati tacciono!
Quando però i lavoratori, purtroppo raramente, ricorrono al Giudice viene fuori questa realtà fraudolenta.
Come CUB Sanità diciamo basta appalti, ci sono leggi che consentono le assunzioni di tali lavoratori con le opportune procedure, ci sono altrettante leggi che vietano gli appalti fraudolenti!
Continueremo la nostra battaglia al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, non ci fermeremo sino a che non sarà sconfitta la piaga del “caporalato di stato” ed il “salumificio degli appalti”.
Cub sanità di Roma, 16 gennaio
