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Privatizzazioni e disastri ferroviari

La causa e gli effetti ovvero la privatizzazione e i disastri ferroviari.

Ancora una volta un disastro ferroviario, questa volta in Spagna, costringe tutti a confrontarsi con cosa è oggi il trasporto ferroviario, ma in genere pubblico, le cause e gli effetti di disastri, fallimenti organizzativi ed economici, spese e soprattutto vittime.

Ogni volta è un deviatoio mal funzionante, un pezzo di rotaia, un asse di una vettura o di un carro che cede ma gli effetti sono sempre più devastanti, accompagnati dalla solita litania di cuori straziati dei governanti del momento e di eroi che, loro malgrado, si trovano a diventarlo in casi così terribili.

Nessuno invece parla o mette in discussione il sistema trasportistico attuale che vede il trasporto ed i viaggiatori come un puro affare, un modo per ricavare tutto il profitto possibile. E per farlo non bastano più le sovvenzioni statali (altro che privati!) ma bisogna risparmiare su tutto ad iniziare dalla manutenzione, dai lavori lungo linea per binari o linea aerea, manutenzione dei rotabili, personale sfruttato fino al massimo possibile con turni troppo spesso impresentabili, incastri societari per cui non necessariamente in Spagna il proprietario è dello stesso Paese. Il tutto per favorire meno controlli, abbassamento dei livelli stipendiali e mettere lavoratori contro altri lavoratori.

Effetti delle privatizzazioni di tutti i settori del trasporto pubblico che è ancora oggi la bandiera di chi vuol mettere le mani su un settore strategico e fondamentale di ogni nazione.

A pagare sono tutti i cittadini, in termini economici ma sempre più spesso anche di vita insieme ai lavoratori del settore sui quali si scarica troppo spesso e senza alcuna iniziativa per ridurlo, lo svilimento e la frustrazione dei cittadini con aggressioni e morti che ormai si contano a decine ogni mese. Ma soprattutto con i morti diretti sul lavoro perché, è bene ricordarlo, i primi a pagare con la vita o con la propria salute, sono i lavoratori, ferrovieri o delle ditte in appalto. E l’Italia è fin troppo piena di questi casi.

In definitiva, quella spacciata come medicina è in realtà il veleno che sta causando morte e distruzione sui binari di tutta Europa.

Nessuna inchiesta, nessuna colpevolizzazione (vuoi vedere che accuseranno sempre l’ultimo operaio che ha lavorato in quel punto???) può impedire o limitare il più possibile i disastri ferroviari e le morti. Solo l’organizzazione dei lavoratori, capillare, diretta, fuori e contro la logica del mercato e delle compatibilità economiche, può impedire che questi scempi si rinnovino, salvare la vita di cittadini e lavoratori nonché la funzionalità ed il valore stesso di un trasporto che, per essere veramente pubblico e sociale, deve soddisfare le esigenze dei cittadini e non seguire la logica del massimo profitto.

CUB Trasporti Genova, 21 gennaio 2026

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