Ai margini degli incontri fissati tra Esselunga e CGIL – CISL – UIL per il rinnovo del contratto di secondo livello, le organizzazioni sindacali hanno redatto il 22.01.2026 un comunicato congiunto per condividerne pubblicamente lo stato di avanzamento. L’azienda chiede maggiore flessibilità e i confederali sono ben contenti di concedergliela.
MULTIPERIODALE E MODULARI
Esselunga, richiamando il CCNL vigente, propone il superamento della modularita’ quale strumento principale per l’articolazione della struttura degli orari di lavoro per sostituirlo con la cosiddetta“multiperiodicità” ovvero applicando una flessibilità estrema. L’azienda, stilato un piano annuale, potrà programmare periodi di lavoro nei quali i lavoratori si vedrebbero impiegati non secondo il loro normale orario settimanale, ma per 45/50 o 56 ore e altri periodi ad orario ridotto andando a compensare il surplus generato in monte ore.
Un bel salto di oltre cinquant’anni all’indietro in quanto al diritto di ogni individuo di programmare la propria vita personale conciliando i tempi di lavoro con quelli dedicati alla famiglia o alla propria persona.
La risposta di CGIL – CISL – UIL: il sistema modulare dovrebbe essere migliorato, estendendolo ai lavoratori non contemplati, integrandolo però in un fumoso “sistema più evoluto” che già ci immaginiamo cosa voglia dire.
PART TIME
La stragrande maggioranza dei part-time verticali impiegati in Esselunga non hanno una collocazione oraria predeterminata, come sarebbe invece previsto dalla legge e chiarito dalla più recente giurisprudenza. Vengono infatti utilizzati come una sorta di lavoratori a chiamata, spesso per coprire i week end.
Esselunga vuole correre ai ripari per le numerose cause che sta ricevendo e CGIL – CISL – UIL sono ben contenti di sanargli la situazione.
POLIVALENZA
Esselunga torna alla carica sul sistema della “polivalenza”, già storico pallino di Federdistribuzione, e i confederali sono ben felici di “non esprimere pregiudizi rispetto a tale strumento”.
La “polivalenza” significa solo flessibilità estrema, dove il lavoratore potrà essere liberamente e legalmente demansionato e fatto girare come una trottola a piacimento del direttore/responsabile di turno.
La chiamano trattativa, ma i sindacati ad una trattativa dovrebbero parlare di consistenti aumenti salariali (tanto più con l’inflazione alle stelle e i mancati recuperi dovuti al pessimo rinnovo del CCNL DMO), riduzione della flessibilità organizzativa e della precarietà contrattuale. Di tutto questo non c’è traccia nella discussione sul C.I.A. Esselunga.
CGIL – CISL – UIL si sono trasformati in consulenti assicurativi e finanziari, intenti solo a magnificare polizze legate a fondi speculativi, nei cui Cda siedono assieme ai datori di lavoro. E’ quindi tristemente prevedibile quale sarà l’esito della non “trattativa”.
Siamo arrivati al nodo più inestricabile e fastidioso, quello che viene sempre al pettine e fa male male male, quando la concertazione si traduce in costante arretramento sui diritti e quando la conflittualità viene demonizzata anziché comprendere che è lo strumento per andare a sedersi ai tavoli che contano.
Come Flaica CUB rivendichiamo con orgoglio di aver sempre aspramente criticato questo modo di fare sindacato e di aver contestato la narrazione confederale sulla bontà dei CCNL della DMO.
Non è un caso che, in un contesto di totale assenza di democrazia, apprendiamo come si stiano programmando sempre più assemblee all’interno dei negozi aperte ai soli iscritti dei confederali per divulgare il suddetto comunicato. Tale condotta è per noi inaccettabile ma la cosa non stupisce di certo.
Anche questa volta non resteremo in silenzio e promettiamo di mobilitarci per provare a fermare queste ingiustificate e ulteriori riduzioni dei diritti dei lavoratori.
Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti di Milano e prov. – Confederazione Unitaria di Base
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