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- Data di creazione Giugno 3, 2025
- Ultimo aggiornamento Marzo 9, 2026
Gridò 'Palestina libera', licenziata maschera alla Scala
Cub, l'urlo il 4 maggio all'ingresso della premier Meloni
MILANO, 29 maggio 2025, 15:16
Redazione ANSA
E' stata licenziata la maschera del teatro alla Scala che ha gridato 'Palestina libera' prima delconcerto del 4 maggio scorso, all'ingresso di Giorgia Meloni nel Palco reale. Ne dà notizia laCub Informazione & Spettacolo del Teatro in una nota.
"E' arrivato il verdetto ghigliottina della direzione nei confronti della giovane donna delpersonale di sala che dalla prima galleria ha urlato 'Palestina libera'" si legge nella nota.
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"Metteremo in campo - scrive ancora il sindacato scaligero - tutte le azioni sindacali per difendere questa coraggiosa ragazza a cui va la nostra massima solidarietà".
Interrogazione di Fratoianni su maschera licenziata a Scala
(ANSA) - MILANO, 03 GIU - "La scelta del sovrintendente
Fortunato Ortombina è grave e il provvedimento spropositato": è
quanto scrive, tra l'altro, in una interrogazione scritta al
ministro della Cultura Alessandro Giuli il deputato Nicola
Fratoianni di Avs riguardo la maschera della Scala che è stata
licenziata dopo che il 4 maggio, mentre era in servizio, ha
lasciato il suo posto per salire in galleria e urlare "Palestina
libera", tentando di srotolare una bandiera palestinese prima
dell'inizio del concerto inaugurale dell'assemblea dell'Asian
Development Bank con la premier Giorgia Meloni.
"Come dichiarato" dalla Cub - scrive ad Alessandro Giuli il
parlamentare - il teatro "avrebbe, infatti, avuto a disposizione
altri strumenti, come sanzioni temporanee o anche il mancato
rinnovo del contratto, a fine stagione: i contratti delle
maschere scaligere, tutti studenti universitari in corso, sono
infatti rinnovati di anno in anno. Ma si è appunto scelto un
provvedimento esemplare e, a giudizio del sindacato, ma anche
dell'interrogante, eccessivo".
"Ogni lavoratore ha il diritto di manifestare opinioni
personali, nel rispetto delle leggi e del contesto lavorativo",
conclude Fratoianni chiedendo al ministro anche se "per quanto
di propria competenza, abbia avviato verifiche o, in caso
contrario, se intenda accertare la fondatezza dell'atto di
licenziamento". (ANSA).
