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Tecnologie duali e AI: fondi Pnrr per gli atenei come laboratori militari

In arrivo la ricerca di guerra?

di Federico Giusti e Valentina Salada (delegati CUB)

Il Ministro Bernini firma i decreti attuativi ma le assunzioni saranno ben poche per la ricerca privilegiando essenzialmente i progetti finanziati, con fondi europei, del PNRR parte dei quali suggeriti direttamente dal Ministero della Difesa. Staremo a vedere quante delle unità annunciate (circa 2000) saranno assunte con i concorsi e quante di queste saranno chiamate a ricerche duali, nel campo della AI, dei calcoli quantistici e matematici necessari per i nuovi sistemi di arma.

Veniamo da anni nei quali centinaia di ricercatori sono scappati (letteralmente!) all’estero o, dopo anni di sacrifici e studi, hanno preferito rinunciare ai progetti di ricerca in assenza di finanziamenti pubblici e privati specie se indirizzati ad ambiti poco redditizi e non oggetto delle attenzioni speculative.
Il MUR destinerà nel 2026 un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro per assunzioni di ricercatori in università ed enti di ricerca, se confrontiamo la cifra con il reale fabbisogno (anche per i buchi di organico derivanti da 30 anni di tagli) siamo dinanzi a delle briciole. Come se non bastasse, metà della spesa sarà a carico degli Atenei che già devono fare salti mortali non avendo risorse da spendere per le borse di studio e per la edilizia scolastica.
1.051 di queste future assunzioni riguarderanno ricercatori PNRR (e molti progetti saranno legati alla guerra e alle tecnologie duali), con 880 posti nelle università e 204 negli enti di ricerca vigilati dal Ministero.  Siamo certi allora che il rilancio della ricerca non sia appositamente pensata per scopi di guerra senza un piano di assunzioni rivolto indistintamente a tutti i settori?

https://ageei.eu/wp-content/uploads/2025/10/documento_programmatico_pluriennale_2025-2027_pdfa-compresso.pdf

Solo poche settimane or sono, quando si trattava di approvare la legge di Bilancio sul finire del 2025, una relazione tecnica ci spiegava che i ricercatori a tempo determinato in scadenza erano 4502 dei quali oltre 2500 assunti con i fondi Pnrr. Fatti due conti, le assunzioni  dei ricercatori sono del tutto insufficienti e non solo per gli atenei includendo anche gli Enti di ricerca, per i quali saranno vigenti le stesse modalità di cofinanziamento con la riserva del 50% dei posti per i precari Pnrr presenti in ruolo al 30 giugno 2025. E sempre sul finire dell’anno scorso scrivevamo che nella miseria degli stanziamenti di risorse i 2 milioni di euro destinati alle università private ci sembravano una scelta errata che andava per altro a pregiudicare le assunzioni di altri ricercatori. È forse la prima volta che un piano straordinario per la ricerca include anche università non statali, la domanda senza risposta è sempre la stessa: per quali ragioni dobbiamo farci carico del finanziamento dell’istruzione privata quando mancano fondi per quella pubblica?

Il decreto Pnrr interviene comunque non solo sul diritto allo studio universitario ma anche sulla realizzazione di nuove residenze per studenti al fine di accelerare gli investimenti previsti e finanziati con fondi comunitari. Nulla viene detto sul futuro di queste residenze e sugli effettivi costi a carico degli studenti.

Resta irrisolta, comunque, la vera problematica fino ad oggi mai presa in esame: l’accrescimento strutturale del finanziamento all’università italiana, dopo anni di risorse ridotte e la progressiva diminuzione di personale, il diffondersi del precariato e l’aumento dei costi per lo studio a carico delle famiglie. Manca insomma un piano strutturale di finanziamento e reclutamento, ci si nasconde dietro ad interventi con effetti limitati nel tempo legati come sono ai finanziamenti temporanei del Pnrr e alla fine il numero delle future assunzioni è del tutto insufficienti a salvaguardare la ricerca con l’atroce dubbio poi che una parte dei nuovi assunti vada a lavorare su progetti legati al Riarmo, a quelle tecnologie duali che ritroviamo nei progetti finanziati dalla UE.

👉🏻 Leggi anche “Tecnologie duali e AI: così il PNRR sta trasformando gli atenei in laboratori militari”,  L’Antidiplomatico, 9 marzo 2026

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