Il microclima è un annoso problema nelle scuole statali, temperature rigide in caso di mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento, assenza di aria condizionata e temperature elevate tra tarda primavera e inizio anno. E capita sovente che le temperature siano tarate male per cui abbiamo un surriscaldamento con spreco energetico.
Uffici e aule climatizzate sono solo una speranza vana, eppure dovrebbero rappresentare la normalità come palestre funzionanti, laboratori moderni ed attrezzati.
La scuola vive in uno stato di abbandono e a rimetterci sono studenti, docenti e tutti coloro che nella scuola operano. E ipotizzare allora la estensione del calendario scolastico in queste condizioni di sembra paradossale. L’apprendimento a quasi 30 gradi non è facile, eppure queste sono le temperature registrate nei giorni scorsi in diverse scuole di Pisa e Provincia e la situazione potrebbe ripetersi nei prossimi giorni.
Chi reclama una chiusura estiva più corta dovrebbe prima pensare a interventi nelle scuole per rendere tollerabile il microclima, allo stesso tempo è bene ricordare che i giorni di scuola in Italia sono già più numerosi di quelli di altri Paesi, le scuole sono invece aperte poco o nulla ad altre attività che accompagnino l’educazione promuovendo pratiche sportive, culturali e sociali.
Non solo lo Stato è silente ma gli enti locali sono impossibilitati a intervenire per mancanza di risorse, basti pensare che in molti nidi sono arrivati solo da poco impianti adeguati per mitigare le temperature estive.
Non è in gioco solo la necessità di assicurare l’efficienza climatica di tutti gli edifici scolastici ma quella di garantire un approccio diverso all’istruzione, inclusivo e realmente capace di assicurare alle scuole quel ruolo che da tempo non hanno con il corpo docente chiamato a svolgere una infinità di ruoli burocratici del tutto inutili.
CUB PISA, 3 giugno 2026
Caldo nelle scuole: l’intervento del Cub Pisa, Pisa Today, 4 giugno 2026
