ROMA, 4 luglio 2026 – A poche ore dall’inizio dello sciopero nazionale del comparto aereo, aeroportuale e dell’indotto, CUB Trasporti ha inviato una richiesta urgente di intervento alla Commissione di Garanzia denunciando quella che ritiene una grave violazione della normativa che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nel trasporto aereo.Secondo quanto segnalato dall’organizzazione sindacale, diversi voli in partenza dagli aeroporti di Milano Malpensa sarebbero stati riprogrammati all’interno delle fasce orarie garantite, pur essendo inizialmente programmati al di fuori di esse.
Tra i collegamenti indicati figurano voli operati da Swiss, American Airlines, Wizz Air Malta e Lufthansa.Per CUB Trasporti si tratterebbe di una rischedulazione effettuata a ridosso dello sciopero, pratica che la regolamentazione provvisoria del trasporto aereo vieta espressamente. L’articolo 27, comma 4, stabilisce infatti che, dopo la proclamazione di uno sciopero, salvo circostanze particolari ed eccezionali che interessino l’aeroporto, non è consentito procedere alla riprogrammazione dei voli.L’organizzazione sindacale sostiene che tali operazioni finiscano per neutralizzare gli effetti della mobilitazione, alterando il corretto equilibrio tra il diritto dei cittadini alla mobilità e il diritto costituzionale dei lavoratori a scioperare.
Nella richiesta indirizzata alla Commissione di Garanzia, CUB Trasporti chiede di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare nei confronti del gestore aeroportuale, delle compagnie aeree coinvolte e degli enti che avrebbero favorito la riprogrammazione dei voli, ritenendo che tali condotte possano configurare un aggiramento delle norme poste a tutela dell’esercizio del diritto di sciopero.
«Non si tratta soltanto di una questione organizzativa – sostiene CUB Trasporti – ma del rispetto delle regole che disciplinano un diritto costituzionalmente garantito. Se la riprogrammazione dei voli viene utilizzata per attenuare gli effetti di uno sciopero proclamato nel rispetto della legge, si rischia di svuotare di efficacia uno degli strumenti fondamentali di tutela dei lavoratori.»
La Confederazione resta ora in attesa di un riscontro da parte della Commissione di Garanzia e dell’eventuale avvio delle verifiche richieste sulla vicenda.

