COMUNICATO STAMPA
SI ALLONTANA LA NOMINA DEL PRESIDENTE ENAC – LA TROVATA GATTOPARDESCA DI SALVINI: IL COMMISSARIAMENTO DI ENAC
La nomina del nuovo presidente di Enac si è trasformata in una telenovela. D’altra parte, in Italia, l’avvicendamento nelle prestigiose cariche degli enti pubblici ed in quelle delle aziende di Stato, è più complesso della formazione di un Governo. Anche i camaleontici cambi di ‘casacca’, a cui troppo spesso si prestano alcuni candidati, non facilita le scelte ed intorpidisce il quadro d’insieme.
Che l’attuale presidente di Enac, Pierluigi di Palma, in carica da cinque anni, finisse il suo mandato il primo luglio 2026, era arcinoto all’attuale Governo ma questo non è bastato all’Esecutivo di Meloni-Salvini-Giorgetti di preparare in tempo l’avvicendamento nella carica di presidente. In realtà, pur di lasciare in carica in Enac l’attuale presidente fino al 10/4/2027, un deputato della Lega, con il probabile appoggio del ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini, aveva inserito nel Decreto Milleproroghe un emendamento in modo che si prolungasse la permanenza dello stesso Di Palma per oltre 9 mesi dopo la scadenza naturale ma poi qualcosa si è inceppato e non se ne è fatto più nulla.
Non è dato sapere cosa sia successo e cosa abbia indotto il “ripensamento” governativo, anche se su ‘La Repubblica del 10/7/2026, Aldo Fontanarosa rivela “forti perplessità di Palazzo Chigi”, ovvero del giro Meloni-Fazzolari.
Pertanto, non resta che fare timide supposizioni che dovranno restare tali fino a prova contraria. Di sicuro le perplessità dell’attuale Governo non possono essere ascritte al fatto che Di Palma fosse stato nominato dal Governo Draghi, con il favore del ministro dei Trasporti ed Infrastrutture del Pd, Enrico Giovannini: il favore bipartisan non è una colpa ma un merito se non può essere ricondotto ad un banale cambio di casacca.
Il sospetto è invece che sia successo qualcosa di riconducibile all’intervento della Corte dei Conti a seguito degli Esposti e richieste di verifica, anche, su eventuale danno erariale in ordine alla nomina del presidente di Enac presentati il 5/3/2025 ed il 12/4/2025 da Cub Trasporti. Al momento, comunque, la stessa Corte dei Conti non ha fornito alcuna informazione e, pertanto, nulla può essere determinato con la dovuta certezza.
Sta di fatto che, a fronte di tale “stallo”, il Governo sta valutando, su suggerimento dello stesso Di Palma, a commissariare l’Enac: una opzione che totalmente insensata, al limite del codice civile e, comunque, piuttosto offensiva per l’intero corpo dirigente di Enac su cui irresponsabilmente si arriva a gettare ombre senza che esista chiarezza sulle eventuali responsabilità.
Soprattutto poi, tutto questo per fare cosa? Per nominare un commissario, magari in continuità con il presidente attuale, così da preparare l’Enac verso una ristrutturazione di cui, però, non sembra che il Governo abbia le idee chiare nel merito? Questioni importanti che meritano una urgente risposta.
Al contrario, serve trasparenza e responsabilità: il Governo si affretti a nominare il nuovo presidente in Enac, in modo che si continui a garantire agli organismi internazionali la tenuta del sistema nazionale di safety. Non c’è tempo da perdere e giochi-e-giochetti da fare.
Roma, 14 luglio 2026
