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Comunicato di fine sciopero ferroviario del 24 luglio 2026

Lo sciopero nazionale indetto dai sindacati CUB e SGB si è concluso con un risultato che conferma il crescente malcontento delle lavoratrici e dei lavoratori. Un’adesione che ha ben superato il 50%, con partecipazione di ogni settore delle attività ferroviarie e il 46% delle soppressioni dei treni in circolazione, rappresenta un segnale politico e sindacale inequivocabile: chi ogni giorno garantisce il funzionamento del trasporto pubblico non è più disposto ad accettare il progressivo peggioramento delle proprie condizioni di lavoro e di vita.

Senza il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori non esiste servizio, non esiste produzione, non esiste ricchezza. Eppure proprio chi tiene in piedi il Paese continua a vedersi negare diritti, dignità e il giusto riconoscimento economico e professionale.
Chiare sono le rivendicazioni che hanno portato a questa mobilitazione, elaborate dal basso nelle Assemblee di analisi e promozione delle lotte: turni di lavoro più umani, salari che recuperino il potere d’acquisto eroso dall’aumento del costo della vita, nuove assunzioni, maggiori tutele e il pieno rispetto della dignità di chi lavora.

Respingiamo con forza i progetti di privatizzazione, presentati come inevitabili e modernizzatori, ma che nella realtà si traducono in minori tutele per i lavoratori, in un peggioramento delle condizioni di lavoro e in un servizio pubblico sempre più subordinato alle logiche del mercato, con inevitabili ricadute negative anche sull’utenza.
Rivendichiamo una diversa idea di sviluppo. Le risorse pubbliche devono essere investite per rafforzare il trasporto pubblico, migliorare la mobilità collettiva e garantire servizi efficienti e accessibili a tutti. È invece inaccettabile che vengano destinate alla realizzazione di infrastrutture funzionali al trasporto militare, mentre si continua a sostenere che non vi siano risorse sufficienti per aumentare i salari, assumere personale e migliorare il servizio.

Non accetteremo che la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori continui a essere trattata come una questione marginale. Le aggressioni al personale sono ormai una realtà quotidiana e richiedono interventi immediati, investimenti concreti e l’assunzione di precise responsabilità da parte dell’azienda e delle istituzioni.

La straordinaria partecipazione a questa giornata di sciopero dimostra che cresce la consapevolezza di una categoria che rifiuta la rassegnazione. I diritti non vengono concessi per benevolenza: si conquistano attraverso l’organizzazione, la solidarietà e la lotta collettiva.

Per questo la mobilitazione non si ferma oggi. CUB Trasporti e SGB continueranno a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in ogni sede, fino a quando non arriveranno risposte concrete sulle rivendicazioni avanzate. Difendere il lavoro significa difendere il servizio pubblico, la sicurezza, la salute dei lavoratori, la democrazia e i diritti di tutta la collettività.

Roma, 24 luglio 2026

CUB Trasporti SGB

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