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Aggiornamento rsa Le Civette di Firenze

Se ne parla in:
-Firenze Today, 8 ottobre “Le Civette, prima vittoria della mobilitazione popolare“
–Nove da Firenze, 7 ottobre “Le Civette verso una soluzione della crisi“
-Rai 3 Tg Toscana, edizione delle ore 14, 6 ottobre (dal min. – 9:53)

RSA Le Civette: per ora non si chiude… ma solo per sei mesi (comunicato Cub sanità italiana, Firenze, 7 ottobre)
Oggi [mercoledì 7 ottobre] si è svolto presso la sede della Regione Toscana l’incontro convocato dall’Unità di crisi lavoro, a seguito dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte della Cooperativa Proges, affidataria dell’appalto. La procedura discende dalla comunicazione con cui il direttore generale dell’Azienda USL Toscana Centro ha notificato alla Cooperativa la cessazione del contratto di gestione al 31 dicembre 2026, in vista di una nuova destinazione d’uso della struttura dove ha sede la RSA ‘Le Civette’.
Hanno partecipato le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori, la Cooperativa Proges, gli assessori del Comune di Firenze Nicola Paulesu e Dario Danti, il direttore generale dell’Azienda USL Toscana Centro Valerio Mari e il consigliere del Presidente per le crisi aziendali Valerio Fabiani, che ha presieduto il tavolo.
Le rappresentanze sindacali hanno ribadito la propria netta contrarietà alla chiusura, per ragioni già più volte esplicitate: la perdita di posti di lavoro, la perdita di posti per l’utenza, la chiusura di una struttura pubblica.
Le dichiarazioni del direttore generale hanno confermato che alla base della decisione vi sono motivazioni di natura economica: nelle condizioni attuali la struttura può ospitare 20 anziani e mantenerla aperta per 20 posti sarebbe, testualmente, “diseconomico”.

Non condividiamo questa impostazione. La Corte costituzionale ha più volte affermato che il diritto fondamentale alla salute non può essere finanziariamente condizionato: sono i diritti incomprimibili a incidere sul bilancio, e non il contrario. Fondare le scelte sui bisogni dei cittadini su criteri di convenienza economica è, per noi, inaccettabile quando si tratta di servizi a persone fragili e di lavoratrici e lavoratori che, riconosciuti come un presidio essenziale ai tempi del Covid, vengono oggi trattati come numeri ed esuberi.

Di fronte alla mobilitazione di lavoratori, familiari, cittadini, forze politiche e sociali, il tavolo di oggi ha cercato, secondo le parole del responsabile regionale, di “detensionare” il clima, giungendo a una mediazione: una proroga di sei mesi da parte dell’Azienda USL Toscana Centro, che comporterà il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e la non chiusura della RSA al 31 dicembre 2026.

È un primo risultato, frutto della mobilitazione, e lo riconosciamo. Ma è tempo concesso , non una soluzione.
Restano aperte questioni su cui chiediamo risposte chiare e verificabili:
• saranno reintegrati i posti oggi vuoti? (uno è vacante da agosto)
• si intende evitare uno svuotamento progressivo della struttura?
• quale investimento è necessario per riportare la struttura a 40 posti di residenzialità e a 15 di centro diurno?
• esiste una volontà effettiva di mantenere un servizio pubblico nel quartiere?
• quali ipotesi per il futuro possono essere costruite nei sei mesi di proroga?
• verrà rimossa dal s ito la dicitura “in chiusura” accanto alla RSA Le Civette?

Il tavolo di oggi deve essere l’inizio di un percorso, non un prendere tempo in attesa che cali l’attenzione. Per questo la mobilitazione deve continuare, affinché tutti i posti siano resi disponibili alle persone in attesa. Per questo proseguiremo la nostra azione.
La RSA Le Civette non deve chiudere, né ora né fra sei mesi.

Cub Sanità Italiana, Firenze, 7 ottobre 2026 (scarica il comunicato)

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