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Il coraggio di Pranto

A Torino da qualche mese la Federazione Flaica Cub sta seguendo il caso di diversi lavoratori del settore ristorazione, alcuni dei quali con grande coraggio hanno deciso di rivolgersi al sindacato per vedere finalmente riconosciuti i propri diritti e uscire da una condizione di vero e proprio sfruttamento. Si tratta di una situazione che perdura ancora per altri di loro, intimoriti nel venire allo scoperto dal sottile e implicito ricatto di cui sono prigionieri a causa della loro condizione di partenza, come lavoratori immigrati infatti sono condizionati dal fatto di mantenere un posto di lavoro regolare pena il rischio di veder decadere il permesso di soggiorno nel caso entro 12 mesi non riescano a essere nuovamente assunti. A giocare a loro sfavore, oltre alla condizione di precarietà quali migranti e per il contratto di lavoro a tempo determinato, anche la giovane età e l’inesperienza che per diverso tempo li ha condizionati, incapaci di ribellarsi a una situazione per cui a fronte di un contratto stipulato per 24 ore settimanali hanno invece costantemente lavorato per 55 ore settimanali, quindi letteralmente regalando 30 ore al titolare del ristorante Meat To, che si trova nel centro di Torino nei pressi di piazza Statuto.
Una volta deciso da Pranto e dagli altri tre giovani colleghi che era ora di far valere i propri diritti e ottenere una paga corrispondente alle ore effettivamente lavorate, il titolare ha deciso di licenziarli. Avevano scelto di non continuare ad accettare le ingiuste condizioni subite fino a quel momento e quindi andavano allontanati, salvo poi venire assunti nuovamente, probabilmente a seguito di quanto suggerito al titolare dal proprio legale ben conscio del rischio che il licenziamento potesse venire impugnato dai dipendenti licenziati senza giusta causa. Ma, giusto il tempo di arrivare al termine indicato dal contratto, che era rimasto a tempo determinato anche in occasione della riassunzione tardiva, e uno a uno i lavoratori del Meat to stanno nuovamente rimanendo senza lavoro.  
Nel frattempo gli scioperi e i picchetti organizzati nei fine settimana a partire dallo scorso mese di giugno nei pressi del ristorante hanno perso l’iniziale eco mediatica e anche dal punto di vista dell’organizzazione di nuove proteste ci si scontra con quanto imposto dal recente decreto sicurezza che ha reso più difficile manifestare per chi come Pranto e i suoi colleghi si trovi a cercare visibilità per una battaglia in cui la posta in gioco è la dignità come lavoratori e prima ancora come persone. Ai dipendenti che protestano per rivendicare un trattamento migliore è stato infatti impedito di prendere posizione davanti alla sede di lavoro dalla quale sono stati cacciati, venendo relegati in un ridotto lontano dal passaggio dei clienti, che in tal modo non rischiano di essere ‘disturbati’ dalle rivendicazioni, caso mai dovessero decidere di annullare la prenotazione …
La Flaica Cub continua ad assistere Pranto e gli altri giovani che hanno deciso di rompere il muro di silenzio con l’obiettivo di ottenere la loro riassunzione, un contratto a tempo indeterminato per tutti i dipendenti del ristorante e possibilmente di sensibilizzare le istituzioni in merito alle condizioni con le quali nel mondo del lavoro, e non solo, sono costretti a confrontarsi le persone che giungono in Italia da Paesi extra comunitari.

Video di Pranto, che racconta la sua personale esperienza di lavoratore a Torino.

Video di Stefano Capello, delegato Flaica Cub che segue da vicino la vertenza di Pranto e degli altri dipendenti ed ex dipendenti del ristorante Meat To.

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