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Anche le prossime olimpiadi diventano occasione per contrastare il diritto di sciopero

Sono passati 20 anni ma è il caso di dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio”: come fece il Governo Berlusconi nel 2006, si prepara a fare lo stesso (…ed anche peggio!) il Governo Meloni, vietando gli scioperi nei servizi di pubblica utilità in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali.

 

Il 3.12.2025, la Commissione di Garanzia ha trasmesso un invito ad alcuni sindacati e a molte associazioni datoriali, nonché alla Presidenza del Consiglio, ai Sindaci e Prefetti, di Milano, Cortina, Belluno, affinchésottoscrivano un Protocollo d’Intesa, definendo un periodo di “tregua sociale”, ovvero di sospensione dell’esercizio del diritto costituzionale di Sciopero nei servizi essenziali dal 4 al 24 febbraio 2026 e dal 4 al 17 marzo 2026.

E così mentre:

in Italia si varano eversive riforme costituzionali, com’è la separazione delle carriere dei magistrati;
nel mondo soffiano più che mai i venti di guerra;
l’economia di guerra impoverisce milioni di famiglie;
i salari perdono oltre il 10% del loro potere di acquisto e allungano l’età pensionabile;
la precarietà cresce e attanaglia intere generazioni di uomini e donne;
Sanità, Istruzione, Trasporti e servizi sociali sono tagliati;

spunta la proposta della Commissione di Garanzia che, ubbidendo ai diktatdi Meloni&Co, PROVA AD AGGIUNGERE NEL 2026 POCO MENO DI UN MESE E MEZZO DI FRANCHIGIA ai blocchi già esistenti all’esercizio del diritto di sciopero.

Il modello con cui predisporre il nuovo “bavaglio ai lavoratori” è quello già preparato, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Torino nel 2006: blocco degli Scioperi Nazionali nel settore dei Trasporti, in particolare nei comparti Ferroviario e Aereo-Aeroportuale, nelle comunicazioni e telecomunicazioni, della informazione e della cultura.

Inoltre, si prevede il divieto di effettuazione di astensioni dal lavoro in molti altri settori di pubblica utilità, come sanità, igiene urbana, energia, vigili urbani e del fuoco, della sicurezza stradale, del trasporto pubblico locale, ecc., nelle Province di Milano, Belluno e Cortina d’Ampezzo o in altre aree geografiche ove le eventuali mobilitazioni genererebbero ripercussioni sui giochi.

IN SOSTANZA, OLTRE AI DIVIETI DI SCIOPERO NAZIONALE IN ALCUNE CATEGORIE, SI VIETERANNO LE ASTENSIONI DAL LAVORO IN QUASI TUTTO IL NORD ITALIA PER LA SOSTANZIALE TOTALITÀ DEI LAVORATORI.

Da notare che, diversamente dal 2006, quando a Presidenza del Consiglio convocò le parti sociali invitate a sottoscrivere il sostanziale “blocco degli scioperi” (all’epoca il divieto di sciopero venne stabilito dal 31.1.2006 al 23.3.2006), in epoca meloniana, la Commissione di Garanzia non ha organizzato alcuna riunione, tantomeno a Palazzo Chigi, limitandosi a chiedere per pec (sic!) un parere alle parti sociali, riservandosi poi decidere a proprio piacimento: eppoi quando la Cub denuncia il grave restringimento degli spazi di democrazia , c’è chi prova a sostenere che si tratta di allarmismo!

Ipocrita la richiesta di un parere rivolto alle Associazioni Datoriali: le aziende da sempre hanno sostenuto l’estensione dei vincoli esistenti all’esercizio del diritto di sciopero e non si opporranno stavolta ad un ulteriore franchigia.

Oggi più che mai, però, è auspicabile che nessuna delle OO.SS. convocate non accetterà di sottoscrivere l’ennesimo atto liberticida a danno dei lavoratori, magari scambiandolo per un favoretto per la propria sigla.

GIÙ LE MANI DAL DIRITTO DI SCIOPERO

14.1.2026​​​​    C.U.B. TRASPORTI

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