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Emergenza abitativa a Milano, oggi Presidio e colazione solidale al Corvetto

Milano, sabato 17 ottobre – Questa mattina in piazzale Gabrio Rosa, nel popolare quartiere Corvetto alla periferia sud est della città, si sono date appuntamento le diverse realtà che compongono il Coordinamento 3 Luglio, una rete di movimenti, sindacati inquilini e comitati di quartiere che si oppongono alla gentrificazione e alla deriva neoliberista che plasma il territorio cittadino da anni, con una politica che concede sempre maggiore spazio di manovra a fondi di investimento privati e realtà finanziarie che stanno trasformando la metropoli milanese in un terreno di scontro tra interessi privati e investimenti edilizi profittevoli, a discapito dei ceti popolari che non sono più in grado di reggere il vertiginoso aumento dei costi per l’acquisto di immobili o per l’affitto che segue le impennate del mercato immobiliare ormai inaccessibile per larghe fasce di cittadinanza, tra cui famiglie con redditi bassi, studenti e pensionati. Spesso gli stessi abitanti di quartieri popolari che pagano regolarmente l’affitto delle case di edilizia residenziale pubblica non riescono a fare fronte ai costi di una città come Milano e sono costretti a trasferirsi fuori dal Comune o rimangono senza un alloggio per morosità incolpevole se perdono l’impiego.
Il Comune e la Regione ospitano parte di queste persone in strutture alberghiere dedicate o in spazi di transito dove è possibile rimanere solo per periodi limitati, forme di assistenza che quando decadono non sono sostituite da altre forme di aiuto e sostegno, una situazione che nel tempo si è fatta ancora più disagevole anche a seguito del progressivo taglio dei fondi a disposizione per questo genere di evenienze, sia da parte del governo centrale che a livello locale. 
Milano vive quindi in maniera ancora più accentuata che altri territori quella che ormai si è trasformata in una vera e propria emergenza abitativa, che si salda in maniera sovente imprescindibile con l’incalzare dell’emergenza salariale e delle ricadute dei tagli al sistema di welfare su coloro che dispongono in misura limitata o affatto di risorse aggiuntive a cui attingere.

Unione inquilini, con la Cub di Milano, i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Asia, i comitati dei quartieri Gratosoglio, Calvairate e viale Molise e quello di San Siro, gli studenti indipendenti di Link, i centri sociali OffTopic, Transiti ticinese, la Rete per il diritto alla casa e quella per il diritto all’abitare, la Rete della zona 4 (in cui è ricompreso il quartiere Corvetto) e la Rete antisfratto hanno quindi organizzato il presidio di oggi per riproporre problematiche e proporre soluzioni rigurdo quella che ormai è un’emergenza che nel tempo ha prodotto situazioni al limite come il numero fuori controllo di persone senza una dimora stabile, arrivate a circa 15.000 nel solo Comune di Milano, parallelamente alla presenza sul medesimo territorio di altrettante residenze pubbliche disabitate ma inagibili o comunque non disponibili per i nuclei famigliari che anche per anni restano in lista d’attesa pur disponendo dei titoli per l’ammissione in graduatoria.

In una città dove il costo dell’abitare è lievitato del 30% negli ultimi anni (+10% solo negli ultimi cinque anni dopo l’era Covid) con un sistema bancario che difficilmente concede prestiti o eroga mutui agevolati e in cui sono aumentate le restrizioni al credito, si aggiunge l’indisponibilità delle istituzioni pubbliche a investire quanto sarebbe necessario per ristrutturare il patrimonio edilizio esistente o per costruire caseggiati ex novo. Al momento si contano infatti ben 400 famiglie sfrattate a Milano, per cui sono stati attivati i cosiddetti SAT (Servizi Abitativi Transitori) ormai però non più disponibili per molte di queste.  

🚩 Il Movimento composto dalle varie anime che si autorganizzano, come in occasione del presidio di questa mattina al Corvetto, propongono quindi di intensificare le azioni di coordinamento, di lotta e di sensibilizzazione per le gravi problematiche vissute da un numero crescente di persone e che spesso si protraggono per mesi o anni, per questo si danno appuntamento mercoledì 21 ottobre alle ore 21 presso i locali del Circolo Arci Bellezza di Milano, dove ragionare insieme per costruire una comune piattaforma di rivendicazioni che raccolga le istanze di giustizia ed equità sociale sui temi del diritto all’abitare, del diritto allo studio e per un cambiamento politico che preveda di dismettere gli investimenti in armamenti e proponga il disimpegno dagli scenari di guerra internazionali, a favore invece di stanziamenti per la sanità e la scuola pubblica e per rendere competitivi i salari rispetto al tasso inflattivo crescente e al costo dell’energia in balia dei rivolgimenti geopolitici in Europa e in Medio Oriente, solo per citare gli scenari attualmente più caldi, in vista degli scioperi previsti il prossimo 30 ottobre – una cinquantina di porti in Europa e nel mondo dove si attende la partecipazione di centinaia di migliaia di portuali – e lo sciopero generale del 4 dicembre prossimo in Italia, promosso dai sindacati di base tra cui la Confederazione Unitaria di Base.

Giovanni Cucchi, Cub: “Il problema della casa è un problema politico, qualcosa non sta andando per il verso giusto se a Milano ci sono quasi 15000 persone senza un alloggio in presenza di altrettanti appartamenti vuoti.
Il modello Milano presenta il conto e la crisi sociale a vari livelli (casa, diritto allo studio, costo della vita) richiede una risposta strutturale, quale può essere una coalizione di sindacati, partiti e movimenti disponibili a unire le forze e far sentire una voce unica forte e chiara come sta avvenendo in Francia e già prima in Spagna, tale da suonare la sveglia alla politica dei palazzi e porre fine ai conflitti sociali e intergenerazionali che viviamo oggi.
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