MERCOLEDI’ 25 marzo 2026 alle ore 11 VIA FABIO FILZI N° 22 AL TREDICESIMO PIANO di PALAZZO PIRELLI
CONFERENZA STAMPA DELLE FAMIGLIE SENZA CONTRATTO CHE ABITANO NELLE CASE PUBBLICHE
Unione inquilini di Milano ha stilato una lettera per il Presidente della Regione Lombardia per spiegare la situazione di centinaia di famiglie che vivono nell’incertezza abitativa e per chiederne la regolarizzazione.
La Lettera del COMITATO FAMIGLIE UNIONE INQUILINI SENZA CONTRATTO:
Al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana
Palazzo Lombardia Piazza Città di Lombardia n. 1 Milano
OGGETTO: RICHIESTA URGENTE DI INCONTRO SULLA SITUAZIONE DELLA FAMIGLIE OCCUPANTI SENZA TITOLO NEL PATRIMONIO PUBBLICO E SULLA POSSIBILITA’ DI REGOLARIZZAZIONE DELLA LORO POSIZIONE
Egregio Presidente,
siamo abitanti di case Aler e Comunali di Milano e del Nord Milano considerati per vari motivi occupanti senza titolo e che da anni stiamo cercando di regolarizzare la nostra situazione.
Siamo senza contratto per diverse ragioni: in molti casi l’occupazione di una casa vuota, spesso da molti anni, è stata l’unica soluzione per chi si trovava in strada con i figli, mentre in altre siamo considerati in situazione di irregolarità amministrativa in quanto, per vari motivi, non è stato riconosciuto il diritto al subentro, spesso dopo aver aver assistito per anni familiari malati, anche a causa delle varie e spesso contraddittorie modifiche di legge avvenute in questi anni.
Molti di noi hanno sempre pagato affitti e indennità di occupazione, nei limiti delle nostre possibilità e tutti siamo disponibili a firmare piani di rientro dal debito che dovesse risultare dal ricalcolo del dovuto.
Siamo famiglie a reddito basso, molti di noi vivono nella casa pubblica da decenni e nessuno di noi sarebbe in grado di trovare un’altra soluzione abitativa sul mercato privato.
Sono passati 36 anni dall’ultima sanatoria decisa dalla Regione Lombardia e, a parte alcune famiglie che avevano irregolarità amministrative o rientravano in progetti di riqualificazione dei quartieri, ci è stata preclusa ogni possibilità di regolarizzare la nostra situazione e di rientrare nella legalità indipendentemente da ogni valutazione della nostra situazione sociale, economica, dalla presenza di persone con gravissime patologie e dalle motivazioni che hanno determinato la nostra situazione di irregolarità contrattuale.
Oggi, dopo le modifiche della legge regionale del maggio 2025, sono state eliminate le già pochissime possibilità di regolarizzare la nostra situazione, fino ad allora limitate a coloro che abitavano in stabili oggetto di ristrutturazione o riqualificazione.
Pur essendo cittadini radicati nel territorio, lavoratori a basso reddito che danno o hanno dato il loro contributo al ciclo produttivo, con i figli che frequentano le scuole di zona e sono integrati con le reti dei quartieri, veniamo considerati puramente “abusivi”, “soggetti senza titolo”, indicati come la causa di tutti i mali dei quartieri popolari, in molti casi (tutte le occupazioni dell’ultimo decennio) privati del diritto alla residenza nell’alloggio e all’allacciamento e delle utenze, esposti quotidianamente al rischio di sfratto senza preavviso e con modalità e presenza di forze di polizia normalmente usate per combattere la grande criminalità.
Veniamo indicati come “quelli che tolgono la casa a chi ne ha diritto”, ma non è vero: a parte il fatto che quasi tutti abbiamo fatto per anni domande di casa prima di occupare, ci sono nel patrimonio pubblico migliaia di alloggi vuoti: quello che vediamo nei nostri stabili è che dopo uno sfratto gli alloggi restano vuoti anche per anni.
Crediamo che sia uno spreco e che sia un brutto sintomo una società che permette che ci siano migliaia di alloggi vuoti e migliaia di famiglie condannate alla precarietà abitativa
Chiediamo che anche a noi venga data una possibilità e che la situazione di ogni nucleo familiare vada esaminata caso per caso dando una possibilità di regolarizzazione per tutti coloro che intendono regolarizzarsi e non hanno nessuna possibilità di alloggio all’infuori del patrimonio pubblico, permettendoci di uscire dal tunnel angoscioso dell’incertezza abitativa
Crediamo che la nostra regolarizzazione potrebbe essere utile anche per gli Enti proprietari dei nostri immobili, che potrebbero ampliare la base dei paganti, recuperare i debiti maturati ed avere quartieri nei quali tutti gli abitanti si sentano cittadini a pieno titolo.
Non capiamo perché mentre si discute periodicamente e pacificamente di condoni fiscali, edilizi, di rottamazione delle cartelle esattoriali, ecc. sia un tabù parlare di qualsiasi forma di regolarizzazione e rientro nella legalità di famiglie che si trovano in una situazione di irregolarità rispetto al soddisfacimento di una esigenza primaria, come è quella dell’abitazione.
Le chiediamo pertanto un incontro per discutere della reale situazione di queste migliaia di famiglie che abitano nella Regione da Lei amministrata, che si trovano in una situazione difficilissima e nella maggior parte dei casi non cercata e vorrebbero invece poter vivere una vita serena, con gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro vicini di casa che hanno un contratto.
Confidiamo nella sua disponibilità ad un confronto e, in attesa di una risposta, la salutiamo cordialmente.
COMITATO PER IL DIRITTO ALLA CASA UNIONE INQUILINI
Lettera inviata al Presidente Fontana
