Da quanto si apprende dalla stampa nazionale, in particolare da un articolo del Corriere della Sera dell’11 gennaio 2026, il Governo si appresta a varare una riforma delle ferrovie come risposta emergenziale ai ritardi accumulati nell’attuazione degli investimenti ferroviari legati al PNRR.
Il perno dell’operazione sarebbe la creazione, tramite decreto legge, di una Rolling Stock Company (ROSCO) esterna al Gruppo Ferrovie dello Stato, alla quale verrebbero affidati acquisto, proprietà e gestione del materiale rotabile finanziato con risorse pubbliche. Una partecipata sotto il controllo di MIT e MEF, chiamata a gestire circa 1,2 miliardi di euro di fondi PNRR, in parte già programmati per FS.
Non si tratta di un intervento tecnico, ma di una scelta politica che separa asset e servizio, indebolendo il Gruppo FS come soggetto pubblico integrato e riducendone la capacità di pianificazione industriale, governo del sistema e presidio della sicurezza ferroviaria.
I ritardi non possono però essere attribuiti solo al Governo. Essi chiamano in causa anche la governance del Gruppo FS, frutto di nomine politiche succedutesi negli anni, che non è stata in grado di trasformare le risorse disponibili in un rilancio industriale ferroviario del servizio universale, né di consolidare il ruolo di FS come perno di un sistema nazionale pubblico, con il rischio concreto di dispersione di investimenti già avviati.
La mancata realizzazione degli investimenti e la gestione frammentata delle commesse hanno già prodotto effetti evidenti sull’organizzazione del servizio, sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza.
Ora il Governo prepara un decreto per “accelerare”, ma l’accelerazione non può diventare il pretesto per costruire un’Alitalia ferroviaria a tappe: separazione degli asset, moltiplicazione dei soggetti, indebolimento delle tutele e, infine, la narrazione del fallimento del pubblico. Uno schema già visto.
Per CUB Trasporti questa riforma non è una soluzione. Serve invece un cambio radicale: rafforzare il Gruppo FS come soggetto pubblico integrato, superare appalti ed esternalizzazioni, internalizzare le attività strategiche e garantire sicurezza reale. Quanto accaduto ad Alessandro Ambrosio, ferroviere assassinato nel parcheggio FS di Bologna, insieme alle continue aggressioni al personale ferroviario, dimostra che la sicurezza è una responsabilità diretta dell’azienda e delle istituzioni e non può più essere rinviata.
Roma, 13 gennaio 2026
CUB Trasporti
