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senza stipendio non si può stare

SUPPLENTI BREVI – figli di un dio minore

Una vertenza che riguarda centinaia di precari, supplenti di ogni ordine e grado ed anche facenti parte del personale Ata: lavoratrici e lavoratori organici al sistema scolastico che provvedono a sostituire colleghi assenti per brevi o lunghi periodi.
“Per loro esiste un fondo apposito ma alla luce delle testimonianze dei colleghi che si sono rivolti a noi , pare sia esaurito” sostiene Giulia Bertelli, coordinatrice provinciale CUB Scuola Università Ricerca Torino, e aggiunge “Nel decreto-legge n. 179 del 23 novembre 2022 dovevano esserci risorse aggiuntive in numero di 150milioni di euro per pagare le supplenze brevi e saltuarie ma di questi denari si sono perse le tracce.”

 

“La CUB Sur Torino e’ stata contatta da diversi colleghi e colleghe lavoratori/trici a tempo determinato con supplenze temporanee nella zona di Torino e Provincia.

Alcuni di loro NON STANNO PERCEPENDO LO STIPENDIO DA OTTOBRE poiché il fondo ministeriale dedicato al pagamento delle supplenze brevi risulta esaurito.

Si hanno informazioni su messe in pagamento di quanto avrebbero dovuto percepire entro novembre nella seconda parte di gennaio ma è inaccettabile che, oltre a corrispondere gli stipendi in grave ritardo, si parli di quanto avrebbero avuto diritto di avere solo fino a novembre.
Questi colleghi precari stanno avendo gravi problemi: rate del mutuo sospese, ingiunzioni di pagamento per gli affitti, problemi oggettivi anche a sostenersi dal punto di vista alimentare!
 
È lecita la domanda se l’amministrazione considera i precari temporanei come servi o come lavoratori. Tutti i lavoratori infatti hanno diritto ad una retribuzione nei tempi della prestazione lavorativa.
 
Data la gravità del fatto, la CUB Sur Torino sta difendendo mediante vertenze legali a titolo gratuito tutti i colleghi in questa situazione tramite lo studio legale di riferimento che si è attivato già con una diffida e conseguente messa in mora.”
 
Questo il comunicato pubblicato dalla Cub Scuola Università e Ricerca della federazione provinciale di Torino, la cui coordinatrice Giulia Bertelli, intervistata da “la Repubblica”, dichiara che oltre agli ovvi disagi causati dalla mancanza materiale di denaro, si aggiungono anche le preoccupazioni di chi teme di esporsi per la paura di non “essere più chiamato”.

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