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A Collegno (To) vittoria del sindacato cub sur sul caso di una docente di sostegno

Il Caso a Collegno (Aprile 2026): L’avvocato Bisacca, insieme a CUB Sur, ha ottenuto una vittoria giudiziaria per una professoressa di sostegno che era stata rimossa dalla classe in cui era presente la figlia disabile. Il tribunale ha definito la rimozione discriminatoria, reintegrando la docente.

✏️✏️ Estratto dall’articolo pubblicato da La Repubblica-Torino

“Era stata assegnata come docente di sostegno alla classe di sua figlia con gravi disabilità e al terzo anno è stata spostata per timore di un “conflitto di interesse”. Ma per i giudici la scelta è discriminatoria per la madre, Paola Catone, docente di sostegno, napoletana d’origine ma che vive a Collegno, e per la figlia. Lei aveva deciso di combattere fino in aula di tribunale per il diritto allo studio della bimba di dieci anni e per il diritto personale, da docente, di non veder messa in dubbio la sua professionalità.

«È una vittoria per tutti noi docenti ma soprattutto per la mia bambina Manuela. Ha bisogno di un piano educativo personalizzato che c’è ma non è stato rispettato, non so se per attaccare me, ma ora potrà vedere riconosciuti i suoi diritti», racconta la docente e mamma. A suo dire Manuela, «è stata trattata come una persona malata: ci hanno proposto l’istruzione parentale perché la scuola non era in grado di gestire la situazione ma questo vorrebbe dire vanificare il motivo per cui l’abbiamo adottata, ossia permetterle di andare a scuola e stare con i suoi coetanei».

Andiamo per ordine. Paola e suo marito Donato si sono occupati della bimba da che era ancora in fasce, prima da volontari, poi come genitori adottivi. Quando è arrivato il momento della scuola elementare, l’hanno iscritta nell’istituto comprensivo Borgata Paradiso di Collegno come uno dei due fratellini più grandi.

«Ci siamo subito chiesti quale fosse il meglio per lei e con l’allora dirigente abbiamo deciso che la soluzione migliore era che io fossi assegnata alla sua classe come docente di sostegno. Manuela soffre di crisi epilettiche importanti e bisogna somministrarle dei farmaci salvavita, senza di me sarebbe servito un infermiere professionale ma non c’erano le risorse», spiega ancora la mamma.

E così è successo per due anni, anche quando, in ospedale per una polmonite bilaterale, i medici hanno consigliato a Manuela di non andare a scuola nei periodi da ottobre ad aprile ma di usufruire dell’istruzione domiciliare, con sua mamma come docente. Ma qualche mese fa la situazione è cambiata. La dirigente che nel frattempo è subentrata ha spostato di classe la docente «per evitare — ha motivato il Ministero — conflitto d’interesse». Inoltre, ha modificato il Piano, da 11 a 4 ore d’istruzione domiciliare. Così, seguita dalla Cub Sur e dall’avvocato Simone Bisacca ha presentato ricorso, «la soluzione proposta non avrebbe permesso a mia figlia di andare a scuola nei mesi in cui avrebbe potuto, ma mia figlia non è malata».

Nei giorni scorsi si sono espressi due giudici, quello del lavoro per la sua situazione e uno civile per i diritti di Manuela. Entrambi hanno individuato una «natura discriminatoria» nelle decisione di spostare la docente e di ridurre le ore a sua figlia, ordinando di ripristinare la situazione precedente. «Resta il rimpianto che nel frattempo Manuela non è andata in gita con la classe e per quasi un anno è stata privata del suo diritto». Per l’avvocato Bisacca, che ha seguito la causa, «i giudici hanno applicato la normativa che prevede accomodamenti per tutelare i diritti dei soggetti in caso di disabilità». Inoltre, conclude «la sua inclusione è educativa per l’intera classe». Decisione accolta con favore dalla Cub Sur «abbiamo intrapreso l’azione legale perché ritenevamo ci fosse una scorrettezza — conferma Giulia Bertelli — , non comprendiamo l’accanimento che ha vissuto la collega».

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