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Vertenza cimiteri a Napoli: Lavoratori allo stremo. In presidio l’8 giugno

La situazione dei dipendenti cimiteriali del Lotto 3, che comprende le aree di Barra, Ponticelli e San Giovanni, è diventata insostenibile. I lavoratori, dipendenti dell’Azienda Sant’Elena, denunciano l’impossibilità di svolgere la propria attività in condizioni dignitose e sicure, a causa di due elementi gravissimi: il mancato pagamento delle retribuzioni dovute e l’assenza delle necessarie misure di tutela della salute e dell’incolumità.

I lavoratori segnalano la mancata consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale indispensabili per operare in un settore delicato come quello cimiteriale. Mancano dotazioni basilari come: scarpe antinfortunistiche, guanti, mascherine, tute protettive, prodotti antibatterici e disinfettanti. Vengono inoltre denunciate carenze nelle attrezzature da lavoro, nelle forniture operative e nei presidi essenziali di sicurezza, compresi strumenti per il primo soccorso e adeguata formazione.

Non si tratta di dettagli organizzativi. Parliamo di lavoratori che svolgono mansioni pesanti, esposte a rischi concreti e inserite in un servizio pubblico essenziale. L’applicazione del D.Lgs. 81/08 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere trattata come un adempimento facoltativo. La sicurezza non è una concessione aziendale: è un diritto indisponibile.

Al rischio quotidiano per la salute si aggiunge il dramma economico. I seppellitori denunciano di essere senza stipendio da quattro mesi, con ulteriori spettanze arretrate ancora da saldare, comprese tredicesima e quattordicesima. Una condizione che sta producendo gravi difficoltà materiali, fino a rendere problematico per alcuni lavoratori perfino raggiungere il proprio posto di lavoro.

Chi lavora deve essere pagato. Chi garantisce un servizio pubblico non può essere lasciato senza salario, senza strumenti e senza protezioni. È inaccettabile che il peso delle inadempienze aziendali ricada ancora una volta sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie.

La vertenza è arrivata anche sul tavolo della Prefettura di Napoli, che il 3 giugno ha convocato una riunione con le organizzazioni sindacali, tra cui noi come FLAICA CUB, a seguito dello stato di agitazione del personale addetto ai servizi cimiteriali del Comune di Napoli. In sede prefettizia è stato confermato il permanere del problema dei mancati pagamenti e della mancata consegna dei DPI. Il Comune di Napoli ha rappresentato che è in corso il procedimento di intervento sostitutivo retributivo, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa vigente, e ha comunicato l’intenzione di procedere all’internalizzazione del servizio attraverso il transito dei lavoratori nella municipalizzata Napoli Servizi.

Il giorno successivo, 4 giugno, i lavoratori si sono fermati, dichiarando l’impossibilità di continuare le lavorazioni e denunciando che non esistono più le condizioni minime per svolgere dignitosamente e in sicurezza un servizio rivolto alla collettività, in un comparto delicatissimo come quello cimiteriale. Una presa di posizione che segna il punto di rottura di una vertenza ormai non più rinviabile.

Pur prendendo atto di quanto dichiarato in Prefettura, è evidente che la situazione richiede risposte concrete e immediate. Per evitare che l’esasperazione dei lavoratori, determinata da mesi di inadempienze, produca ulteriori tensioni in un servizio pubblico così delicato, servono tempi certi, responsabilità precise e un percorso verificabile che garantisca salario, sicurezza e piena tutela occupazionale, anche rispetto all’internalizzazione annunciata.

Per mantenere alta la pressione e rivendicare diritti economici e sicurezza sul lavoro, come O.S. abbiamo proclamato un’assemblea retribuita e un sit-in di protesta per lunedì 8 giugno 2026.

Dalle ore 10.00 alle ore 14.00 saremo in presidio davanti agli uffici del cimitero in via Santa Maria del Pianto
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Invitiamo lavoratori, lavoratrici e solidali a partecipare.

Non si può lavorare senza salario. Non si può lavorare senza DPI. Non si può garantire un servizio pubblico calpestando la dignità di chi lo svolge.

Napoli, 5 giugno 2026

FLAICA Uniti CUB Campania

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