“Quanto accaduto al Quartiere Pilastro di Bologna lo raccontano le immagini. Lo Stato che dovrebbe garantire i suoi cittadini, compreso Adberrahir Fakir che viveva in Italia da oltre 40 anni, è diventato complice del modello culturale americano.”
Lo dichiara Walter Montagnoli, della segreteria nazionale della Confederazione Unitaria di Base
“Dalle immagini si evidenzia come l’intervento della Polizia, sopraggiunta su richiesta di alcuni cittadini per un uomo che urlava, e che ha rilevato una crisi psichiatrica in corso, per cui ha fatto richiesta d’intervento sanitario, si sia declinato con una forza tale da comprimere il volto ed il corpo di un uomo che, sebbene in stato confusivo e di agitazione, gridava chiaramente di aver bisogno di aiuto.
Se fossero confermate le notizie secondo le quali Fakir soffriva di problemi cardiaci e di asma e malgrado la presenza degli uomini del pronto soccorso nessuno sia intervenuto per aiutarlo, il quadro di quanto accaduto diverrebbe assolutamente chiaro: Adberrahir Fakir muore, perché ormai la vita di un immigrato non vale nulla, neppure la cura di verificare che l’azione di contenimento non avrebbe dovuto togliere la lucidità agli agenti di interrogarsi sui rischi che un uomo – comunque disarmato – stesse correndo in una condizione di costrizione fisica particolarmente pronunciata, avendo tre uomini che lo bloccavano con il volto verso terra”, chiosa ancora il segretario della Cub.
“In attesa che gli sviluppi dell’inchiesta chiariscano la dinamica della morte del giovane facchino immigrato, resta l’amara considerazione che la vita di un uomo, se straniero, vale poco meno di zero in Italia. Un uomo in stato di sofferenza psichica, non armato, ed in preda ad uno stato di agitazione non può costituire un valido motivo per metterne a rischio la vita con un intervento la cui natura le immagini hanno chiaramente evidenziato.
“La Cub, conclude Montagnoli, dunque respinge la deriva securitaria del Governo Meloni e dei suoi continui decreti sicurezza e si prepara a scendere in piazza unita alle forze sindacali di base e alle forze sociale contro l’avanzata di politiche antidemocratiche e razziste.
Milano 20.07.2026
Segreteria nazionale CUB
