A marzo di quest’anno ci siamo imbattuti in una serie di offerte, una vera campagna acquisti per ricorrere al gergo calcistico, da parte delle organizzazioni sindacali alla ricerca di iscritti nella Pubblica amministrazione.
Oltre ai soliti sindacati firmatari di contratto, rappresentativi e della galassia autonoma, troviamo anche alcune sigle di base che ogni giorno vorrebbero impartire lezioni di conflittualità, stiamo parlando delle assicurazioni offerte insieme all’iscrizione per la copertura dell’assicurato in caso di eventuali addebiti per colpa e dolo. Solo pochi anni or sono ci eravamo imbattuti nell’iscrizione al sindacato come condizione essenziale per partecipare ai corsi di preparazione per concorsi nella Pubblica amministrazione e nell’igiene ambientale. “Iscriviti e potrai partecipare ai nostri corsi di preparazione” c’era scritto in qualche volantino, cambia la sigla ma la sostanza resta identica.
Si critica il modello concertativo salvo poi sposarne le modalità con cui relazionarsi rispetto alla forza lavoro, per attrarre iscritti si scende insomma sullo stesso piano dei tanti deprecati sindacati firmatari di contratto.
“Ce lo chiedono i lavoratori”, è stata la risposta alle prime obiezioni mosse, di conseguenza i lavoratori potranno chiedere al sindacato di sostenere non rivendicazioni con aumenti salariali atti a recuperare potere di acquisto ma sgravi fiscali a carico dello Stato, potranno all’occorrenza avanzare rivendicazioni settoriali e corporative sostenendo alla fine implicitamente i processi di privatizzazione. In ogni caso, se ogni richiesta del lavoratore dovesse in futuro essere accolta, anche quella meno altruista e di stampo razzista, il sindacato perderà ogni ruolo e funzione trasformandosi in una sorte di lobby o di megafono dei peggiori istinti.Siamo davanti a un’incoerenza di fondo o se preferiamo a una prassi incomprensibile se ci mettiamo in lizza tra sigle accettando le assicurazioni private, la sanità privata, la previdenza integrativa, con quale coraggio si rivendicherà distanza e differenze sostanziali dalle sigle firmatarie di quei contratti giustamente contestati per la perdita del potere d’acquisto e di contrattazione?
La nostra non vuol essere una critica ideologica o astratta, quando si trattò di sottoscrivere il Testo unico sulla rappresentanza, sigle del sindacalismo di base lo fecero pur con riluttanza al contrario di altre che per anni hanno optato per la non sottoscrizione pur sapendo che avrebbero ricevuto un grave danno in termini di iscritti e di immagine non potendo presentare liste alle elezioni RSU nel privato.
Siamo di fronte a una scelta che fa entrare anche parte dei sindacati di base nel novero dei sostenitori delle assicurazioni private sapendo che molte lavoratrici sono terrorizzate da un’eventuale accusa di dolo o di colpa grave soprattutto nel settore della sanità. Il problema è quindi reale ma il conto dovrebbe essere presentato direttamente al Governo e all’Aran visto che si usano due pesi e due misure assai diverse tra loro, ad esempio tra personale della sanità e membri delle forze dell’ordine.Da lavoratori restiamo ben consapevoli di quanto grave sia la situazione appena descritta che meriterebbe la massima attenzione senza essere banalizzata, sulla forza lavoro da anni stanno scaricando sempre maggiori oneri per non parlare dell’obbligo di riservatezza e di rispetto di codici etici e aziendali che non prevedono obiezione di coscienza ad esempio rispetto alle complicità con la produzione di armi.
Guardiamo con estrema preoccupazione poi a una norma che impone ai lavoratori di pagarsi una assicurazione privata per eventuale danno erariale, (norma che rientra tra gli emendamenti al Milleproroghe).L’obbligo di assicurarsi slitta al 1° gennaio 2027, forse la regola sarà nel frattempo riscritta inserendola nei prossimi contratti della PA e per renderla inattaccabile davanti a eventuali ricorsi.
L’obbligo di polizza assicurativa riguarderà chi si assume un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche oggetto di giurisdizione della Corte dei conti. Pensiamo ad agenti contabili, i Responsabili unici del progetto (Rup) negli appalti ma pensiamo anche a dipendenti privati che maneggiano, tra appalti e convenzioni, risorse pubbliche. Pensiamo a un grande mercato di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici e un business sicuro per assicurazioni private e polizze varie, questa norma è mossa dal fatto che lo Stato vuole avere certezza di riscuotere le sentenze di condanna e quindi far cassa magari sulla pelle di lavoratori e lavoratrici.Troviamo inaudito che il Governo non preveda invece nei contratti nazionali un’apposita norma. Parallelamente i sindacati, oltre al classico pacchetto di servizi da offrire in cambio dell’iscrizione, servizi dal caf al patronato, dalla sanità integrativa agli sconti per compagnie assicurative o palestre, offrono una polizza assicurativa contro la colpa grave e il dolo insieme all’iscrizione.
Siamo davanti a un autentico business, basterebbe ricordare che tra i provvedimenti all’ordine del giorno del Governo troviamo anche l’obbligo di assicurare le abitazioni da alluvioni e calamità naturali. Lo Stato rinuncia a un ruolo fondamentale, quello di prevenire catastrofi con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il sindacato dal canto suo opta per la limitazione del danno con le polizze assicurative. Stiamo forse venendo meno alle ragioni etiche, morali e materiali, di classe se vogliamo, che portavano un lavoratore, o lavoratrice, a iscriversi a un sindacato?
Allo stesso tempo la riforma della Corte dei Conti può arrivare a imporre una polizza assicurativa ai lavoratori che maneggiano soldi pubblici? E davanti a disastri annunciati come quello di Niscemi sarà sufficiente una polizza assicurativa per salvare lo Stato dalle sue responsabilità?(Lavoratori Cub pubblico impiego Pisa)

