CGILCISLUILUGL E FLAI TENTANO DI FAR RISPARMIARE A DNATA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO SOTTRAENDOLI AI LAVORATORI.
E’ INACCETTABILE E NON BISOGNA PERMETTERLO.
Da anni stiamo portando avanti in diversi aeroporti italiani, a partire dagli scali aeroportuali di Malpensa e Linate, una battaglia per il lavaggio degli indumenti di lavoro (dpi), consentendo un recupero economico significativo ai lavoratori.
Con una serie di sentenze prima del Tribunale di Busto Arsizio e poi in Corte di Appello di Milano (secondo grado di giudizio) è stato riconosciuto che i lavoratori aeroportuali vanno risarciti per l’onere che hanno sopportato nel dover lavare, al posto delle aziende, i dpi in dotazione obbligatoria. Essendo un risarcimento del danno, questo deve essere al netto delle trattenute ed è riconosciuto fino a 10 anni di arretrati, con un risultato di qualche migliaio di euro recuperato dai lavoratori.
Le aziende hanno cercato in tutti i modi di contrastare questa nostra battaglia. Prima negando le loro responsabilità, poi cercando di limitarne l’entità a poche centinaia di euro ed anche con accordi sindacali firmati da sindacati accomodanti.
Lo scorso 19 marzo CgilCislUilUgl e Flai hanno firmato in Dnata un accordo che limita il risarcimento a poco più di 1000 euro come massimo per gli assunti a full time più anziani (l’esercizio è iniziato nel 2014), mentre per i neoassunti e i lavoratori part-time si prevede un importo ancora più basso, nonostante le sentenze abbiano sancito importi quattro volte maggiori.
Questi sindacati hanno firmato anche che l’attuale sistema di lavaggio predisposto dall’azienda è valido, sottraendola ai suoi impegni di legge.
Ora confederali e azienda cercheranno in tutti i modi di convincere i lavoratori ad accettare tutto ciò attraverso una firma ad un tombale.
DOPO ANNI DI PERDITA ECONOMICA DEI SALARI, QUESTA È UNA OCCASIONE PER UN RECUPERO DI SOLDI PER I LAVORATORI
NON PERMETTERE CHE TI SIA TOLTO!
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