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Presidio a Torino sabato 23 maggio per una sanità pubblica, universale e gratuita

LA SANITÀ DEVE ESSERE PUBBLICA, UNIVERSALE E GRATUITA!

SABATO 23 ORE 14 PRESIDIO DI FRONTE AL PALAZZO DELLA REGIONE, PIAZZA PIEMONTE 1

Deve garantire il diritto alla salute di tutte/i e giuste condizioni di lavoro!
Al secondo mandato della giunta Cirio, le ASL piemontesi hanno presentato un grave disavanzo di bilancio che l’assessore Riboldi vuole ripianare con manovre di bilancio, spostando soldi destinati ad altri capitoli di
spesa, in sostanza tagliando altri servizi. I grandi mali della sanità (liste d’attesa infinite, personale ridotto all’osso come medici, infermieri, oss, assenza della medicina territoriale, riduzione dei consultori e degli
interventi a tutela delle fasce deboli, salute mentale, minori e delle persone non autosufficienti) hanno indotto i cittadini che hanno le possibilità economiche a curarsi privatamente oppure a rinunciare alle cure. Dopo i tagli degli ospedali degli anni ‘90, sono stati privatizzati interi settori di diagnostica, visite specialistiche e di prestazioni sanitarie di routine, le grandi società private convenzionate, pagate con i soldi pubblici sfruttano sempre di più i lavoratori e le lavoratrici anche con contratti collettivi meno tutelanti e retribuiti.

PRIVATIZZARE SIGNIFICA CHE

– Gli ospedali privati fanno profitti a man bassa e che interi reparti di ospedali pubblici sono in mano a cooperative spurie o ad affaristi che non pagano i dipendenti;

– Molti infermieri che emigrano all’estero vengono sostituiti da infermieri che vengono dall’estero; medici che lavorano a gettone sono MOLTO più remunerati dei colleghi che restano fedeli al SSN ma sopperiscono alle carenze di medici con turni massacranti.

La Sanità piemontese deve guardare la sanità lombarda come cattivo esempio, basti guardare cosa sta accadendo al San Raffaele di Milano.

I POLITICI DI IERI hanno tutti privatizzato la sanità e i politici di oggi, di destra e di sinistra, DEVONO AVERE CHIARO CHE IL PRIVATO deve fare attività sanitaria privata e non fare guadagni con denaro pubblico.
A giugno terminano i fondi del PNNR. COSA ACCADRÀ? Un terzo delle case di comunità e degli ospedali di territorio non sono stati completati e saranno operativi entro l’anno ma senza personale, medici, infermieri, oss che dovrebbero poterle gestire.

PER QUESTI MOTIVI SERVE RIFINANZIARE LA SANITÀ PUBBLICA CON IMPORTANTI ASSUNZIONI DI PERSONALE che permetta di lavorare in condizioni adeguate al bisogno di cura della popolazione E RICONOSCERE FORTI INCREMENTI SALARIALI ai dipendenti pubblici che renda attrattivo il SSN.

I SINDACATI firmatari dei contratti collettivi devono sostenere fino in fondo il SSN e finire ogni forma di incentivazione allo sviluppo delle assicurazioni sanitarie aziendali, comprese nei CCNL, che sostituiscono gli aumenti salariali con la concessione di assicurazioni sanitarie private.

CUB SANITA’ TORINO

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