Presidio dalle 10 alle 14 davanti a Palazzo San Giacomo. Al centro della vertenza il ricorso alla somministrazione, i part-time e la richiesta di un piano stabile per il lavoro nei servizi pubblici della città.
Martedì 15 settembre, dalle 10 alle 14, i lavoratori precari dell’indotto di Napoli Servizi scenderanno in piazza davanti a Palazzo San Giacomo. La mobilitazione, promossa da FLAICA-CUB e SGB, nasce da una condizione che da tempo riguarda chi opera nei servizi di pulizia, sanificazione, manutenzione e multiservizi collegati alla partecipata del Comune di Napoli.
Il punto centrale della vertenza è semplice: attività continuative e necessarie per il funzionamento della città non possono continuare a essere affidate a un sistema fondato su somministrazione, precarietà e contratti con poche ore settimanali.
Napoli Servizi, società controllata dal Comune di Napoli, ricorre anche ad agenzie di somministrazione per impiegare lavoratori in diversi settori di intervento. Nel documento sindacale viene richiamata, tra le altre, Humana S.p.A., utilizzata per operatori impegnati nelle pulizie e nella manutenzione, compresi alcuni servizi cimiteriali. Quello che dovrebbe essere uno strumento temporaneo, secondo i sindacati, rischia così di diventare una modalità stabile di utilizzo della forza lavoro.
Ed è proprio questo il nodo che la mobilitazione vuole portare all’attenzione dell’amministrazione comunale: se esistono posti di lavoro e attività che hanno carattere strutturale, non è accettabile continuare a coprirli attraverso contratti precari o part-time imposti.
La richiesta è quindi quella di aprire un percorso serio verso l’internalizzazione dei lavoratori, la trasformazione dei part-time in full-time, nuove assunzioni e l’indizione dei concorsi pubblici più volte annunciati. A questo si aggiunge il tema salariale, con la richiesta di garantire il salario minimo previsto dall’indirizzo assunto dalla Regione Campania.
Ma la vertenza ha anche un significato politico che va oltre Napoli Servizi.
Il Comune di Napoli appartiene infatti a un’area politica che, a livello regionale, ha indicato tra i propri obiettivi il contrasto al lavoro povero e la necessità di garantire salari più dignitosi. Per questo viene chiesta all’amministrazione comunale una scelta di coerenza: se il tema del salario minimo e della qualità del lavoro rappresenta un indirizzo politico condiviso, quei principi devono trovare applicazione anche nelle società partecipate e nei servizi che dipendono direttamente o indirettamente dal Comune.
Non può esserci, insomma, una politica contro il lavoro povero da una parte e, dall’altra, lavoratori utilizzati per anni in attività essenziali senza una reale prospettiva di stabilità.
Il presidio del 15 settembre vuole quindi aprire un confronto non solo sulle condizioni attuali, ma sul modello di lavoro che Napoli intende costruire nei propri servizi pubblici.
La richiesta che arriva dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali è chiara: superare la precarietà, internalizzare, aumentare le ore di lavoro, garantire salari dignitosi e costruire finalmente una prospettiva stabile per chi ogni giorno garantisce servizi indispensabili alla città.
Basta precarietà. Internalizzazione subito. Salari e dignità per chi lavora.
Napoli, 9 settembre 2026
Flaica Uniti CUB – Campania
