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Sciopero negli scali di Firenze e Pisa il 13 settembre

Quattro ore di sciopero, dalle 11 alle 15 di domenica 13 settembre 2026, negli scali aeroportuali di Firenze e Pisa. A incrociare le braccia sarà il personale di Toscana Aeroporti Spa, GH Toscana Srl e Consulta Spa, le società che gestiscono i servizi negli aeroporti Vespucci e Galilei. Lo sciopero è stato proclamato il 19 agosto dalla CUB Trasporti Toscana, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura a Firenze tra il sindacato e le società — una lunga trafila quella della procedura di raffreddamento prevista dalla legge 146/90, che secondo la CUB di fatto limita e ostacola l’esercizio del diritto di sciopero.

Le ragioni della mobilitazione sono state illustrate il 21 agosto in una conferenza stampa a cui hanno preso parte Maurizio Barsella e Federico Giusti, in rappresentanza delle Federazioni provinciali CUB di Firenze e Pisa, insieme ai delegati sindacali del Galilei. «Tutelare il personale di tutte le società salvaguardandone la salute e la sicurezza soprattutto in presenza di inadeguato microclima, fermare l’introduzione di nuove tecnologie finalizzate solo a contrarre il personale, ad accrescere i carichi di lavoro stravolgendo i turni e le condizioni in cui si opera nei due scali. Avere strumenti di lavoro e veicoli in numeri adeguati, efficienti e operativi, fronteggiare l’aumento esponenziale dei passeggeri nei periodi estivi con adeguati incrementi orari e di personale, aumentare gli orari contrattuali nella stagione invernale e scongiurare il deterioramento progressivo delle condizioni di lavoro del personale che crea disservizi per l’utenza», ha spiegato Barsella.

Più duro l’affondo di Federico Giusti, che punta il dito contro Toscana Aeroporti: «Ci sembra di particolare gravità l’atteggiamento di TA che si sottrae da tempo alle commissioni consiliari al Comune di Pisa, lo ha fatto anche al tavolo prefettizio non spiegando la ragione per la quale lo scalo di Pisa riduca i voli ai minimi termini tra autunno e inverno obbligando tanti lavoratori al part time. In queste settimane i lavoratori alle dipendenze di Consulta hanno operato con pochi strumenti e mezzi di lavoro e sovente non pienamente funzionanti, se si vantano poi introiti e boom di passeggeri si dovrebbe anche investire per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi. Automatizzare il check in al Galilei è l’ulteriore scelta che va contro gli interessi dei lavoratori, in questi anni non hanno prestato ascolto alle richieste sindacali, la loro idea del traffico aereo è quella di una organizzazione con meno operai, tantissimi part time, automatizzazione di processi e operazioni. Si conferma quanto abbiamo sempre saputo ossia che la liberalizzazione del traffico aereo significa ridurre i salari, abbattere le tutele collettive, accrescere i carichi di lavoro applicando ove possibile contratti peggiorativi».

A chiudere il quadro sono gli stessi rappresentanti sindacali aziendali della CUB: «Abbiamo lavorato per settimane in condizioni precarie, come minimo visto il boom di passeggeri dovrebbero riconoscerci a tutti il contratto full time».

Per il sindacato, se il successo di uno scalo si misura solo sui transiti e non sulla dignità di chi quei transiti permette, allora quel successo è un castello di carte. Rimettere il lavoratore al centro non è un esercizio di retorica, ma l’unica via per evitare che il «modello Toscana» diventi il simbolo di un volo low-cost pagato sulla pelle di chi resta a terra.

In occasione dello sciopero restano comunque garantiti i servizi minimi essenziali previsti dalla Legge 146/90.

Roma, 8 settembre 2026

CUB Trasporti

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