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  • Data di Pubblicazione Novembre 2, 2022
  • Ultimo aggiornamento Settembre 12, 2023

Rave: Cub, attacco a libertà di sciopero e manifestazione

Appello a sindacalismo base e movimenti di opposizione sociale

02 Novembre , 14:00

(ANSA) - MILANO, 02 NOV - "Con una solerzia degna di miglior causa il Governo ha provveduto a modificare il codice penale con l'Art. 434-bis, presentato all'opinione pubblica come una misura contro i rave party e in realtà volto a ridurre radicalmente le libertà politiche e sindacali". Lo afferma la Confederazione unitaria di base (Cub). "L'articolo in questione, infatti, non tratta affatto di rave party, e già se si limitasse a questo argomento le misure decise sono di una durezza spropositata e priva di qualsiasi giustificazione, ma riguarda qualsiasi manifestazione di dissenso", sottolinea - in un comunicato - il sindacato. Nella definizione della nuova legge "rientrano qualsiasi occupazione di scuola da parte di studenti o di azienda da parte di lavoratori licenziati, qualsiasi manifestazione un minimo 'vivace', qualsiasi mobilitazione per la difesa dell'ambiente e dei diritti dei cittadini". Si parla, infatti, di "invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta" e "non è necessario un acume straordinario per comprendere come si tratti di un numero amplissimo di casi che si danno normalmente in occasione di scioperi o manifestazioni". "Se, poi, si va alle pene previste diviene chiaro l'obiettivo del governo, intimorire lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini in una fase nella quale l'aggravarsi delle condizioni di vita e di lavoro rende necessaria e urgente la mobilitazione", osserva Cosimo Scarinzi, coordinatore provinciale della Cub di Torino. "Di fronte ai licenziamenti, alla precarizzazione del lavoro, alla crescita del lavoro povero, dell'attacco alle libertà e ai diritti è necessaria la massima mobilitazione - conclude -. La Cub invita tutto il sindacalismo di base, i movimenti di opposizione sociale, tutte le lavoratrici ed i lavoratori a opporsi a questa norma a partire dalla sciopero generale del 2 dicembre e, nelle lotte quotidiane, a praticare tutte le forme di azione necessarie a renderla inefficace". (ANSA).

 

SI

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