Milano, giovedì 7 maggio, un migliaio di persone tra studenti, professori – anche dei licei milanesi e dell’Università Bicocca – lavoratori e lavoratrici degli istituti tecnici parte della Rete nazionale che si è costituita nei mesi scorsi in opposizione al progetto di riforma che riduce le materie di base e cultura generale – geografia ridotta a meno del 40% delle ore attuali, francese che passa da 3 a 1 ora sola a settimana solo per fare qualche esempio – penalizzando la formazione e la preparazione degli iscritti agli istituti superiori, nell’ottica di un riordino verso il basso che da più parti si pensa potrà prima o poi riguardare anche i licei, con la prospettiva di portare da 5 a quattro anni la formazione superiore. 
A rischio ci sono anche posti di lavoro, cattedre e personale Ata inoltre le critiche alla riforma proposta da Valditara e che, al momento, dovrebbe riguardare anche gli studenti che ancora devono cominciare il percorso superiore a settembre di quest’anno, riguardano il capitolo alternanza scuola-lavoro, che inizierebbe fin dai bienni e senza alcuna garanzia in termini di reale formazione e soprattutto sicurezza adeguata per i ragazzi e le ragazze che entrerebbero a quindici anni in aziende, laboratori e fabbriche per lo svolgimento
delle esercitazioni pratiche.
L’incontro successivo al corteo, una delegazione formata da Cub Sur, la segretaria prov.le Daina, dal segretario regionale Flc Cgil, tre docenti RSU della Rete Tecnici Milano e da uno studente e una studentessa, è stata ricevuta da un dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale di Milano.
“Ognuno di noi è brevemente intervenuto per illustrare tutte le criticità della riforma e chiederne il ritiro. La delegazione ha consegnato un documento, che rappresenta la sintesi delle mozioni che i collegi docenti stanno votando contro questa riforma, e il comunicato stampa della rete nazionale tecnici. Il funzionario ha preso nota delle nostre rivendicazioni che verranno trasmesse dalla Direttrice generale dell’USR al Ministero.”
Video intervento Elisabetta Daina, segretaria Cub Sur Milano e provincia, al corteo di giovedì 7 maggio.
Video prof. Monga, docente all’istituto Torricelli di Milano.
📟 Radio Popolare, Giornale radio 7 maggio 19.30
👉🏻 Alanews, riprese durante il corteo a Milano, ieri mattina da piazza Medaglie d’Oro
👉🏻 Milano-Pavia TV, giovedì 7 maggio
“A Torino complessivamente in piazza più di 1000 persone in larga maggioranza lavoratrici e lavoratori con una robusta minoranza di studenti di OSA e Cambiare Rotta legati a USB. Interessante la presenza di diversi striscioni e spezzoni di scuola. Buona e visibile la presenza CUB.”

Riforma degli istituti tecnici, guerra, fondi: la protesta della scuola
Un migliaio di persone in corteo tra studenti e docenti, presidio davanti all’ufficio scolastico regionale: lancio di frutta marcia, bruciato un carro armato di cartone
07 maggio
Il presidio in corso Vittorio Emanuele II davanti all’ufficio scolastico regionale: interventi di studenti e docenti, fumogeni, lancio di frutta marcia, fiamme a un carro armato di cartone. E’ l’epilogo della protesta della scuola che ha portato in piazza un migliaio di persone. Ad aprire il corteo uno striscione contro la distruzione della scuola pubblica, gli slogan contro la guerra, la richiesta di più aule, e i timori di una generazione.
La riforma degli istituti tecnici
E poi la riforma degli istituti tecnici, che ha portato in piazza i docenti per lo sciopero indetto da sindacati di base e Cgil. Una riforma che entrerà in vigore a settembre ma che è stata approvata dopo che erano già state chiuse le iscrizioni, creando difficoltà anche a famiglie e ragazzi. Sullo sfondo di anche la contrarietà alla sperimentazione che prevede di accorciare il ciclo di studi da cinque a quattro anni, con un eventuale biennio aggiuntivo professionalizzate. Un altro passo sostengono i sindacati verso lo schiacciamento della scuola sul mondo del lavoro.
Interviste a Giorgia Galletti – Cambiare Rotta, Zeno Lazzari, Osa, Davide Racca, docente di italiano dell’istituto Pininfarina di Moncalieri, Serena Morando, segretaria generale Flc-Cgil, Davide Bolla, Cub Sur. 👉🏻 Vai al servizio Rai
✍🏻 RASSEGNA Stampa sullo sciopero degli istituti tecnici, 7 maggio 2026
Cub, il 7 maggio sciopero contro la riforma degli istituti tecnici, 27 Aprile , 19:06
(ANSA) – ROMA, 27 APR – Sciopero il 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici. A indirlo è il Cub scuola università e ricerca. “Nell’arco di meno di due mesi, dopo che lo scorso 10 marzo è stato pubblicato il decreto per la revisione degli istituti tecnici che definisce gli indirizzi, le articolazioni dei quadri orari e i risultati di apprendimento attesi per i diversi percorsi di studio, il mondo degli istituti tecnici è entrato in movimento”, dice il coordinatore nazionale, Cosimo Scarinzi. Che aggiunge: “Il ministero dell’Istruzione ha chiuso le iscrizioni a febbraio costringendo le famiglie a scegliere al buio, in un quadro profondamente modificato rispetto a quello loro presentato in fase di orientamento. Ora sollecita le scuole a predisporre l’organico di diritto in tempi rapidi e senza sapere a quali classi di concorso assegnare le ore previste”. (ANSA).
“Docenti in sciopero sostituiti per assicurare le prove Invalsi, caso in tribunale“, La Repubblica-Torino, 29 marzo 2026
Docenti in sciopero sostituiti per assicurare le prove Invalsi, caso in tribunale, di Cristina Palazzo
Il sindacato Cub Scuola Università e Ricerca del Piemonte ha portato davanti l giudice del Lavoro due scuole, segnalando un comportamento che giudicano antisindacale
I sindacati indicono lo sciopero nel giorno della prova Invalsi, i dirigenti scolastici pur di garantirne lo svolgimento chiamano a lavoro altri docenti. A denunciarlo è il sindacato Cub Scuola Università e Ricerca del Piemonte che ha portato in tribunale due scuole, segnalando un comportamento che giudicano antisindacale. Nello specifico si tratta dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci — Frank di Torino e la scuola primaria di Montanaro.
Ma occorre fare un passo indietro. La duplice vicenda risale allo scorso maggio, quando fu indetto lo sciopero breve della somministrazione in uno dei tre giorni di prove Invalsi, test standardizzati per tutti gli allievi per misurare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese. Uno sciopero che riguardava l’attività dei docenti: dal ritiro ed etichettatura dei fascicoli delle prove fino allo sciopero della correzione e tabulazione.
Diversi docenti aderirono allo sciopero, creando dei disagi sullo svolgimento del test ma come accade in questi casi è vietata la sostituzione del personale. In quel giorno però alla Cub Sur e il sindacato generale di base è arrivata la comunicazione che in due scuole non sarebbe andata così: nella scuola di Montanaro, segnalano dal sindacato, in risposta ai docenti in sciopero la dirigenza avrebbe emanato un ordine di servizio per individuare dei sostituti per le operazioni di correzione mentre nell’altro istituto torinese, in modo preventivo, sarebbero stati nominati due docenti per ogni classe, nonostante le credenziali fossero solo per un insegnante. «Un gesto che ha depotenziato di fatto lo sciopero perché voleva dire che entrambi i docenti avrebbero dovuto aderire», racconta il legale Simone Bisacca.
È a lui che si è rivolta la Cub e insieme hanno avanzato il ricorso al giudice del lavoro contro il Ministero dell’Istruzione, di cui i dirigenti sono i rappresentanti. Sono in corso le udienze e in aula sono stati ascoltati delegati del Ministero e dirigenti. «Nel caso di Montanaro — precisa l’avvocato — il Ministero non ha preso posizione, nell’altra vicenda, ossia la nomina preventiva di altri somministrato, il giudice ha invitato a trovare una conciliazione, altrimenti si arriverà a sentenza. Abbiamo proposto una bozza di conciliazione all’Avvocatura dello Stato e attendiamo di capire se saranno d’accordo ma registriamo comunque una buona disponibilità del Ministero nel dialogo».
Tutto ciò dovrebbe avvenire in tempi stretti anche perché è previsto per il prossimo 6 maggio un nuovo sciopero Invalsi, che coinvolgerà anche quest’anno tutte le scuole primarie. «È importante che si capisca che sostituire chi somministra le prove è possibile solo in casi gravi, come una malattia, e non perché uno esercita il proprio diritto di scioperare che è sacrosanto», sottolinea Giulia Bertelli della Cub.
Insieme al sindacato generale di base, promuovono il nuovo sciopero «per contrastare l’Invalsi in quanto modalità di valutazione dei saperi e delle competenze che riteniamo inadatta perché del tutto standardizzata». Bertelli parla di «prove massificate, per di più organizzate con un preavviso quindi dando la possibilità agli studenti di prepararsi, che non fotografano l’unicità degli allievi, anzi. Temiamo anche che i risultati siano tracciati e non siano quindi davvero anonimi. Il dubbio — conclude la sindacalista — è che servano a definire strade differenziate per gli studenti in base ai risultati che ottengono ai test, vorrebbe dire premiare chi consegue voti più alti senza intervenire davvero per eliminare i divari educativi, uno dei principali problemi della scuola oggi».
